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benny iannitti
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Marcianise
SCUOLA
MATERNA. LA GENTE....MORMORA.
Molti cittadini hanno
atteso di verificare il bene operare dell'attuale amministrazione comunale
più che in rapporto agli schieramenti politici di appartenenza,
al suo fare nell'interesse della città. L'uomo della strada ha subito
avvertito, con la segreta speranza di essere poi smentito dai fatti, una grande operosità e voglia di fare: il problema era che
il suo fare tendeva essenzialmente a sostituire "i clienti" della
passata amministrazione con chi ci si era impegnato in campagna elettorale.
Non ci soffermiamo sul vissuto di tante fasce deboli alle cui esigenze, a
volte impellenti, si è risposto con mancanze di budget economici
disponibili. Qui ci preme segnalare il triste presente delle fasce più
deboli tra le deboli, ovvero quella dei bambini
dai tre ai ventiquattro mesi di vita ovvero di quei neonati che
usufruiscono dell'asilo nido comunale.
Innanzitutto vorremmo invitare qualche
responsabile Asl a verificare in loco il possesso
dei requisiti logistici e sanitari della struttura che ospita questi bambini.
Ogni famiglia paga una retta mensile (180 euro mensili)
e in molti casi i loro genitori "stringono la cinghia" per
garantire al proprio piccolino un'assistenza, probabilmente perchè entrambi
impegnati nel lavoro.
In questi giorni dal mondo
dell'asilo nido arrivano tante e tali notizie che probabilmente
conosceranno anche i genitori di questi bambini che però, per esigenze
superiori familiari, non possono permettersi di ritirare in blocco i propri
figli. Fino a ieri le figure professionali
delegate all'assistenza di questi bambini dovevano possedere il diploma
magistrale o pedagogico (questo fino all'anno 2002).
Oggi la legge è cambiata: necessita la laurea triennale in scienze della
formazione primaria, ovvero la laurea in scienze infermieristiche ad
indirizzo pediatrico. Nell'asilo nido comunale di Marcianise
fino a pochi giorni or sono ha lavorato, tranne
che per un breve periodo, personale non qualificato, semplicemente formato
per mansioni da svolgere, attraverso un corso oppure assumendo nel nido col
ruolo di vigilatrici, persone senza esperienze nè
titoli.
Nel nido ha lavorato un
cuoco, due collaboratori scolastici, due persone socialmente utili (ma una di questa veniva dallo stabilimento della
"coca-cola").
E gli altri operatori? Il
titolo scolastico posseduto è la terza media, la ragioneria, ma non
certamente il titolo specifico che richiederebbe un compito tanto delicato
e responsabile.
Qualcuno dei "deus ex machina" dell'amministrazione comunale, a
chi ha fatto qualche obiezione, ha risposto che dall'alto della sua
autorità, può nominare nell'asilo nido, chi vuole, anche un barbone che
passando per strada, gli risulta simpatico. L'elenco degli operatori
dell'asilo nido era fatto, definito, stampato, comunicato agli interessati
e nessuno ha il diritto di interferire con l'operato
degli amministratori che noi cittadini abbiamo eletto e che ci dovrebbero
rappresentare in toto. Conviene aggiungere a
quali "autorità" appartengono "gli eletti"? Parenti di assessori, parenti di consiglieri, parenti di chi sta
più in alto. Una domanda: non sarebbe stato più onesto, volendo anche
testimoniare la volontà di cambiamento indire d'urgenza un bando da cui
ricavare una graduatoria degli aventi diritto per
possesso di diplomi richiesti per età, per reddito familiare?
Le cose diventano difficili quando si vuole gestire il pubblico come se
fosse il privato.
E la gente mormora...e le
prossime elezioni sono vicine...
Nasce la Costituente di
Centro
«Siamo un soggetto politico nuovo che parte dal recupero di una storia,
quella della Democrazia Cristiana». Così Ciriaco de Mita lancia a Napoli
il comitato regionale della Costituente di Centro, il soggetto politico in
cui l'ex esponente del Pd è entrato dopo aver
lasciato il progetto di
Veltroni e dopo essersi candidato per l'Udc alle ultime elezioni. Dopo
aver definito «tentativi impropri» quelli del Pd,
De Mita riparte a capo
di una costituente formata da 46 membri che va da
Ciro Alfano a Erminia
Mazzoni, dal consigliere regionale Carmine Mocerino a Gugliemo Scarlato. A
loro De Mita si rivolge perché «con la loro professionalità della gestione
politica», lancino le idee del nuovo soggetto, che in Campania si
radicherà attraverso i comitati provinciali che tesseranno anche la tela
di nuove alleanze sapendo che «la politica non è fare ammucchiate per
vedere chi vince», precisa De Mita. Difficile, comunque,
il dialogo con il
Pd, mentre emerge l'apertura con il Pdl, almeno in alcune province come
quella di Avellino: «Partiamo per correre da soli - precisa De Mita - poi
sui programmi il confronto e il dialogo ci sono sempre». Il punto di
partenza. L’Udc è partito in Campania, come
altrove non senza difficoltà.
Ciriaco De Mita non fa fatica ad ammetterlo ma
tuttavia precisa: «Ci siamo
misurati con alcune difficoltà sul territorio però
poi l’avvio è stato
molto convinto, molto solidale. Del resto - spiega il leader di Nusco -,
tutti i processi veri si muovono in maniera complessa
mentre soltanto i
processi finti si muovono senza difficoltà». Far
confluire nuove idee,
nuova linfa ad un soggetto politico che non vuole discutere sul passato e
sui punti critici. «Diventava sempre meno semplice discutere su cose
superate - spiega De Mita - E invece, ciò che registriamo è una domanda di
ricomposizione delle storie. Da questo punto di vista - aggiunge -,
riteniamo di anticipare il futuro che però deve
essere una spinta al
recupero delle tradizioni storiche e politiche del nostro Paese». Il
discorso delle alleanze. Molto più complicata e piena di insidie
la
questione delle alleanze. «Per noi - dice il leader
dell’Udc -, non è
un’angoscia pensare ai possibili alleati. La spinta,
per quanto ci
riguarda, è recuperare la nostra identità. Per questa ragione abbiamo una
tranquillità enorme nell’ipotizzare che andremo alle elezioni da soli.
Nela logica attuale questa è la decisione. Poi
certo discuteremo,
rifletteremo ». Insomma Ciriaco De Mita sottolinea
che il discorso sulle
alleanze è comunque secondario rispetto alla proposta di governo da
portare sul territorio. «Se dovessi dire la mia
opinione, direi che non
siamo in ritardo - spiega l’esponente Udc -. Ma non entriamo nella logica
di due blocchi che si contrappongono e dove chi non governa riverndica
virtù che non dimostra o chi governa vuol dimostrare fatti che non si sono
realizzati. Noi - aggiunge De Mita -, discuteremo sulle attività che ci
porteranno fuori dalla crisi» La
«personalizzazione della politica, la
delegittimazione delle assemblee, lo scollegamento tra la domanda
dell’opinione pubblica e gestione del potere sul territorio hanno prodotto
il collasso non soltanto nella Campania ma su tutto il territorio». De
Mita assicura che tra le priorità rientra appunto la discussione della
crisi e poi la formulazione di una proposta di governo sul territorio: «E’
allora che discuteremo sulle convergenze. Le coalizioni
fatte per vincere
spesso portano disastri» - taglia corto invitando alla prudenza. Della
questione del Pd non si sbilancia l’onorevole De Mita ma uno dei
giornalisti gli fa notare che Casini proprio poche ore prima aveva detto
che tra l’Udc e il Pd
di Rutelli e Letta c’erano delle affinità. Aveva
detto Pierferdinando Casini: «Siamo impegnati a
smantellare quello che
c'e', a far emergere le contraddizioni che esplodono a destra come a
sinistra. L'Udc e' stato
eroico alle elezioni ma oggi sopravvive perché ha
una prospettiva politica. Non lavoriamo con lo spirito egoistico di chi
cerca di allargare il proprio partito ma con
l'idea di andare avanti per
fare una cosa nuova che serva all'Italia. Noi - ha spiegato Casini
riferendosi ai recenti 'approcci' di esponenti del
suo partito verso
autorevoli colleghi del Partito democratico - non offriamo niente perché
rispettiamo tutti. Lavoriamo al superamento dell'Udc
e alla creazione di
una novità politica. Se questa proposta viene
interpretata come un invito
a uscire dai partiti d'origine e' giusto respingerla al mittente. Ma la
domanda e': queste case sono adeguate a rispondere
ai problemi del Paese?
Se tanti dicono di no qualche ragione ci sarà
L'operazione che abbiamo in
testa - prosegue il leader dell'Udc - non ha
niente di tattico, nessuno ci
corre dietro. Chi ha fretta vada con Berlusconi o
si accomodi dove vuole.
Con Rutelli e Letta, non e'
un segreto, registriamo maggiori affinità.
Però fanno benissimo a lavorare nel Pd, di cui sono fondatori, perché
prevalgano le loro posizioni ». Sull’argomento interviene Ciriaco De Mita:
«Quando si fece avanti l’idea del partito democratico affrontai la
questione in maniera critica, immaginai cioè
l’avvenire e pur essendo
consapevole che il sentiero sarebbe stato impercorribile, non mi sottrassi
alla sfida immaginando che un partito nuovo dovesse avere le fondamenta su
un nuovo pensiero. Ma il partito nuovo si è
rivelato alla fine un
assemblaggio delle cose esistenti. Della vicenda napoletana ne parlerò
dopo le amministrative ». Insomma lo scontro tra il Pd
di Nicolais e la
Iervolino alla fine si è
ridotto «alla distribuzione degli assessori».
«Sull'amministrazione del territorio bisogna elaborare dei modelli
realmente nuovi - aggiunge De Mita - per superare la crisi delle
istituzioni locali che riguarda la Campania ma non solo. Noi lo faremo
confrontandoci poi con gli altri schieramenti». Il problema attuale
secondo il leader dell’Udc è in ogni caso
recuperare la storia, in
particolare quella della Democrazia Cristiana, «la più grande
esperienza
democratica » dell’Italia, per poi lasciare sì aperto lo spiraglio alle
alleanze ma nella consapevolezza che non via siano «monolitismi di
gestione del potere». De Mita aggiunge che, attualmente,
il clima che si
respira è di grande inquietudine e disagio: «Sono inquieti quelli che
vengono dalla tradizione comunista e sono scomparsi quelli che provengono
dall’esperienza del populismo democratico». Il vecchio leone democristiano
attende gli eventi e nel frattempo si guarda intorno, registra gli umori
degli altri partiti: «C’è chi mi vuole - confessa ironico
-, chi mi
rifiuta ma all’età mia sono fuori da queste tentazioni». Infine, a chi gli
chiede «qual è il ruolo di De Mita nell’Udc», lui
non esita a rispondere:
«la parola, è quello che ho sempre fatto e saprò fare » L’ultima questione
riguarda una eventuale candidatura al parlamento
europeo. «Ci sono stato
già due volte, per me significa il passato» - ha affermato Ciriaco
de Mita
a margine della presentazione del comitato regionale per la Costituente
dell'Unione di Centro. De Mita si è quindi concesso una battuta
quando,
scherzando sulle tante cariche ricoperte nella lunga carriera politica, ha
detto «mi manca solo di fare il Papa». L'ex presidente del Consiglio ha
poi mostrato forte entusiasmo nel progetto politico della Costituente
dell'unione di Centro: «Sono molto fiducioso - ha concluso-,
sono tornato
all'epoca in cui ero molto convinto delle cose che pensavo».
( da Buongiorno Caserta del 13/01/09)
TUTTI I NOMI DELLA COSTITUENTE
1 CIRO ALFANO ONOREVOLE
2 GIUSEPPE ANDREOLI ONOREVOLE
3 SALVATORE ARENA CONS.REG
4 ALFONSO ASCIONE CONS.PROV.NA
5 EVA BASILE COMMERCIALISTA
6 MAURO BENEDUCE IMPRENDITORE
7 ROSARIO BIANCO COMMERCIALISTA
8 RENATA BRUTTO DIR.ASLANA1
9 ROSETTA CASCIANO INSEGNANTE
10 CIRO CENTORE AVVOCATO
11 MASSIMILIANO CONVERTI FUNZIONARIO
12 GABRIELLA D’AMBROSIO MEDICO
13 FERDINANDO DE FRANCISCIS ONOREVOLE
14 CIRIACO DE MITA ONOREVOLE
15 GIUSEPPE DE MITA AVVOCATO
16 TIZIANA DI GREZIA AVVOCATO
17 SETTIMIO DI SALVO DOC.UNIV.
18 PIETRO FARINA ARCHITETTO
19 GENNARO FERRARA RETT.PARTHENOPE
20 M.ROSARIA GIANPETRAGLIA DOC.UNIV.
21 MASSIMO GOLINO AVVOCATO
22 VINCENZO INVERSO IMPRENDITORE
23 ANTONIO MARFELLA DIRG MEDICO
24 MARIAMELIA MAZZEO AVVOCATO
25 ERMINIA MAZZONI ONOREVOLE
26 CARMINE MOCERINO CONS.REG.
27 ETTORE SNOVELLINO DOC.UNIV.
28 NELLO PALUMBO ONOREVOLE
29 ROSALIA PANNITI PROFESSORESSA
30 ANGELA PENZA PRIMARIO UOD
31 RAFFAELE PICARO DOC.UNIV.
32 MICHELE PISACANE ONOREVOLE
33 MARIA POLISTINA PRIMARIO
34 FRANCO RENGO DOC.UNIV.
35 FRANCESCO SALZANO MEDICO
36 LUIGI SANTINI DOC.UNIV.
37 PAOLO SANTULLI ONOREVOLE
38 GUGLIELMO SCARLATO ONOREVOLE
39 ANTONINO SCIALDONE DOC.UNIV.
40 ANTONIO SCUOTTO INGEGNERE
41 MAURIZIO SIBILIO DOC.UNIV.
42 PIETRO SQUEGLIA ONOREVOLE
43 NUNZIO TESTA ONOREVOLE
44 NICOLA TISCIONE DOC.UNIV.
45 ROSALBA TUFANO DOC.UNIV.
46 GIOVANNI VILLAROSSA DIRIG.SCOL.
47 DOMENICO ZINZI ONOREVOLE
cara
Paolina Abbate
Mammografia negata alle
donne disabili
Qualcuno afferma che
esistono due Italie: a questa affermazione
molte volte si dà semplicemente una valenza politica volendo intendere un
nord contrapposto e separato dall’altra Italia, quella che rimane.
Questa volta invece le
due Italie si riferiscono a due
realtà sociali che, pur avendo diritto di cittadinanza in tema di doveri e
pur godendo teoricamente di pari opportunità, si muovono su due binari
diversi.
Tralasciando qualunque
considerazione sui tagli alla sanità verso i diversamente abili operati
dall’attuale governo nell’ambito del Wellfare, un’esperienza vissuta da una donna diversamente
abile conferma la precedente affermazione.
A Marcianise,
dove la locale struttura ospedaliera presenta reparti “di
eccellenza”, una donna diversamente abile che voglia usufruire delle
prestazioni ospedaliere in qualunque reparto, se si eccettua
chirurgia, per i suoi spostamenti lettino-barella, deve ricorrere al personale
paramedico senza che vi sia possibilità di avere a disposizione un
elevatore che faciliti gli spostamenti di tali soggetti.
Non parliamo poi se
questo soggetto diversamente abile è una donna ricoverata in ginecologia:
dal letto alla carrozzella, dalla carrozzella al lettino dei
ginecologo se deve esser sottoposta a visita. Giuste le rimostranze
degli operatori sanitari, non necessarie e non giustificate le
mortificazioni del paziente.
Un’altra esperienza
ospedaliera di una diversamente abile si riferisce al tanto pubblicizzato
screening mammografico a cui sono
state invitate a sottoporsi tutte le donne che addirittura sono state
avvisate con una informativa postale del giorno e dell’ora.
Tale informativa, come è giusto, è stata inviata a tutte le donne, anche a
quelle diversamente abili, in carrozzella.
Nel mandare questo invito ci si era, però, dimenticato che i
macchinari a disposizione per eseguire tale esame non sono tarati perchè
possano essere utilizzati per una mammografia ad una disabile in carrozzella.
Quasi costituisse un rimedio alla situazione dell’ospedale di Marcianise, alla diversamente abile che voleva
ostinatamente sottoporsi all’esame mammografico,
si suggerì di rivolgersi direttamente al centro di senologia
di Caserta, sicuramente idoneo per tutte le pazienti.
Altra prenotazione,
altra impegnativa, poi si va a Caserta per scoprire, dopo aver denudato il
seno, che anche questa macchina non permette a chi è in carrozzella di
eseguire questo accertamento.
Cosa resta da fare? Continuare a cercare l’ospedale con l’oggetto
misterioso o lasciar perdere e affidarsi alla
bontà divina?
Il dilemma è
strettamente personale; c’è però una considerazione generale: se la salute
è un bene di tutti, se lo Stato deve garantire a tutti la
sua salvaguardia, quale morale trarre da questa esperienza di vita
vissuta?
A me
, tuttavia, sembra di essere nell’antica Sparta dove avevano diritto
di vivere solo le persone sane; gli “altri”, i bambini
disabili, venivano portati a morire sul monte Taigeto.
E, incredula mi chiedo: è giusto
sperperare dei soldi per avere il Direttore Generale dell’ASL CE1 che
non è in grado neanche di dotare le strutture ospedalire
di un semplice elevatore e che non riesce a garantire alcun servizio
per le disabili?
Altro che proroga! Il
Signor Bottino dovrebbe essere mandato a casa subito, per manifesta
incapacità.
La sanità, come la Legge, in una vera
democrazia, deve essere uguale per tutti e non deve mortificare chi ha più
bisogno di aiuto.
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Precisazione
Non amo le polemiche ma
fortemente voglio che si agisca correttamente e nel rispetto delle persone
fra cui comprendo anche me diversamente abile.
Alcuni giorni or sono ho inteso denunciare tramite
stampa l’impossibilità per una donna diversamente abile di poter eseguire
una mammografia, esame che si consiglia a scadenza biennale a tutte le
donne ultra quarantacinquenni.
Devo rilevare che un qquotidiano
locale, pur avendo ricevuto giovedì 6 Novembre alle ore 18 la mia lettera,
il giorno dopo l’ha pubblicata a stralci integrata
dalle controdeduzioni del direttore sanitario
dell’ospedale di Marcianise dott. Ludovico Capece.
Poichè venivano dette alcune cose non verre, ho esercitato il mio diritto alle controdeduzioni e le ho inviate solo al giornale in
questione.
Ieri mercoledì 12 novembre le vedo pubblicate sil quotidiano in oggetto ancora a stralci e con una inispiegabile omissione di
quanto concerneva l’ospedale di Marcianise e il
centro senologico di Caserta, limitando la
denuncia all’ospedale di Maddaloni e addirittura
menzionando Maddaloni come riferimento di
partenza di un pezzo inserito nella pagina di Marcianise.
A questo punto prego voi di voler gentilmente e, se è
possibile, integralmente pubblicare le mie controdeduzioni.
Le note del direttore sanitario del nosocomio di Marcianise, dott. Ludovico Capece, mi spingono a fare una precisazione che ritengo
indispensabile per salvaguardare l’onestà dei miei discorsi.
Innanzitutto, forse impropriamente, ho usato la parola elevatore volendo
intendere sollevatori il cui uso specifico riguarda disabili e allettati.
Il dott. Capece parla dell’utilizzo nei vari
reparti di imbracature. Nella mia ignoranza
l’imbracatura non serve a niente se non c’è un braccio manuale o elettrico
che la sollevi. A meno che per imbracatura non si
intenda il lenzuolo nel quale viene sollevato il paziente da solerti
infermieri.
Riguardo poi il badget
ospedaliero e le gare d’appalto necessarie per gli acquisti negli enti
pubblici, mi preme sottolineare come da
informazioni assunte presso un ente di ausilii
ortopedici, il costo di un elevatore manuale è di € 680.00 più iva mentre di quello elettrico è di € 1020.00 più iva. Tali costi sono irrisori in un badget
megagalattico come quello ospedaliero e, riguardo alle gare di appalto, sono talmente esigue le spese in gioco che
forse non vale la pena farle.
L’occasione mi spinge a riferire qualche altra
annotazione sulla mia telenovelas mammografica.
Chiarito che all’Ospedale di Marcianise
la mammografia è vietata alle donne disabili, cosa non smentita neanche dal
Direttore Sanitario, nella giornata di ieri ho telefonato al Reparto di
Radiologia dell’Ospedale di Maddaloni: qui un
tecnico estremamente cortese con rammarico, al mio
dire di disabilità in carrozzella, ha riferito
che l’apparecchio mammografico è guasto da
qualche mese e che non può dire quando sarà riparato. A questo punto ho
avuto l’idea di telefonare ad un centro privato e al primo colpo,
meraviglia delle meraviglie, l’apparecchio c’è,
funziona e finalmente potrò soddisfare la mia brama mammografica.
Ritornando ad essere seri e
parlando delle strutture pubbliche, il discorso fondamentale è quello di
una cultura del diritto alle pari opportunità che, sola, può spingere chi
si occupa della salute pubblica a tener conto degli utenti qualunque sia la
loro condizione fisica.
A proposito, tengo a sottolineare
che ancora oggi sono presidente dell’associazione "Amicizia e
solidarietà senza barriere" di Marcianise.
Ringraziando.
Prof. Paolina Abbate
25 NOVEMBRE DECIMA GIORNATA
PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE
Oggi si celebra la
giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Questa ricorrenza è stata proclamata dall’Onu da
circa dieci anni e vuole rappresentare un invito a riflettere in qualunque
ambiente di vita sulle tante donne che ancora oggi, specie in ambiente
domestico e familiare, subiscono violenze ignorando che anche questo è un
reato.
Fa piacere sapere che
la provincia ha, per questa occasione, organizzato
un incontro-dibattito e fa piacere sapere che la commissione pari
opportunità della provincia di Caserta, nell’ambito delle sue attività
proiettata a dare visibilità alle donne con disabilità,
intende istituire uno “sportello donna disabile”. Questa notizia ha fatto
ricordare alla sottoscritta come fosse stata nominata all’interno di questa
commissione, come di questa nomina, avessero parlato abbondantemente i
giornali per sottolineare l’importanza della
presenza di un soggetto diversamente abile all’ineterno
della commissione.
Ho dovuto poi, dopo
aver partecipato a due riunioni, scoprire che la mia nomina non esisteva, malgrado l’ufficialità e che tranquillamente potevo
ritornare a casa in attesa di tempi diversi e di nuove opportunità, come mi
sussurrò il presidente della provincia dott. De Franciscis.
Lasciando da parte i
ricordi del passato senza però tralasciare di ribadire
che l’unica figura “umana” al femminile che manca in detta commissione è
proprio la diversamente abile, mi fanno piacere le motivazioni che hanno
spinto tale commissione a progettare lo sportello. Voglio però innanzitutto sottolineare che sarebbe opportuno
intitolarlo “sportello donna diversamente abile” se proprio si vuole
sottolineare la propria competenza.
Per il resto speriamo
si tratti non semplicemente di uno sportello e di un portale che vuole
aiutare le donne diversamente abili soltanto nell’inserimento nel mondo
lavorativo ( a proposito, perchè non si organizza un’indagine negli
ambienti di lavoro per verificare il rispetto legislativo sulla quota
disabile?) in quanto alle molte parole a cui
corrispondono dall’altra parte molte speranze, difficilmente è possibile
costruire il presente e il futuro senza una cultura civile delle pari
opportunità e penso che in tale direzione dovrebbe essenzialmente muoversi
in modo operativo tale commissione.
Paolina Abbate.
Piedimonte Matese|
Dalla
presidenza della Regione
La Lonardo ha confermato il professore alla guida dell'Ente. Svanisce il
sogno di Natalizio
Parco del Matese, Scialla ancora presidente
DI Fulvio Caputo
PIEDIMONTE MATESE. Excalibur! Stavolta la famosa spada excali-bur
l'ha presa il Professor Giuseppe Scialla con le
sue forze e con i suoi impegni dimostrati in
questi ultimi mesi alla guida dell'ente matesino.
Riconferma per il Presidente del Parco Regionale del Matese, Giuseppe Scialla. Scialla è stato riconfermato alla guida del Parco. La
conferma arriva dalla Presidenza del Consiglio Regionale della
Campania. Il Prof. Scialla
dopo aver dimostrato continuità e professionalità al Parco ha ricevuto la
riconferma alla Presidenza dell'Ente. Come ricordiamo
ultimamente Scialla ricopriva la carica di
Commissario poiché qualche politico preparò nei suoi confronti un tranello
facendolo affiancare dal Del Mele, cercando di rimuoverlo ma Scialla si seppe ben muovere facendo ricorso e restando
alla guida del Parco come commissario. Il Presidente del Consiglio
Regionale Sandra Lonardo vedendo i risultati di Scialla non ci ha pensato due volte alla riconferma del
Professore sanmaritano alla guida dell'elite matesino. Ora Scialla è già
in moto per la formazione del nuovo Consiglio di amministrazione
dove dovrà farlo trasversale bipartisan. Ovvero mettere sia espressione del Pdl
e sia del Pd. Riconferma quindi anche per i due
dirigenti che affiancano Scialla, ovvero quello amministrativo, Antonio Montoro e quello dell'area tecnica Santonastasi.
La riconferma di Scialla ha provocato l'ira
funesta del Partito Democratico di Piedimonte e
soprattutto del leader della componente dei Ds, Achille Natalizio che ci aveva messo il pensiero
sulla Presidenza.
Dalla
"Gazzetta di Caserta" del 06/12/2008
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RUBRICA
LIBERA PER
ESSERE LIBERA
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L’ASSOCIAZIONE "AMICIZIA
& SOLIDARIETA’ SENZA BARRIERE" E’ DISPONIBILE
TELEFONICAMENTE A RECEPIRE RICHIESTE DI
CONSULENZA O DI SUPPORTO DOMICILIARE OCCASIONALE E LIMITATO NEL TEMPO.
OGNI LUNEDI’, MERCOLEDI’ E
VENERDI’ DALLE ORE 16:00 ALLE 18:00 E PER DUE
GIOVEDI’ AL MESE DALLE ORE 17:00 ALLE 18:00 SI AVRA’ A DISPOSIZIONE IL
LUNEDI’ UNA PSICOLOGA, IL MERCOLEDI’ UN IMPIEGATO INPS, IL VENERDI’
UN’ASSISTENTE SOCIALE, IL GIOVEDI’ UN NEUROPSICHIATRA INFANTILE E UNA
TERAPISTA DELLA RIABILITAZIONE OLTRE CHE LE VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE.
BASTA TELEFONARE AL NUMERO:
0823/823638
Noi la crisi
non la paghiamo Ed al pane non rinunciamo!
Fanno speculazione e la chiamano crisi ed è una crisi
che investe direttamente la vita di centinaia di milioni di uomini e donne, attraverso le sue ricadute su un
bisogno essenziale come quello della casa negli Stati Uniti o, ancora più
drammaticamente, attraverso le sue ripercussioni sui prezzi degli
alimenti come accade ormai in tutta Italia
Il rincaro continuo dei prezzi costringe sempre più famiglie
sotto la soglia di sopravvivenza
Una rapina perpetrata giorno dopo giorno ai
danni di consumatori e agricoltori, per garantire alti guadagni
agli speculatori del settore alimentare. Imprese multinazionali, broker
finanziari e grande distribuzione hanno fatto
della vendita dei prodotti della terra la loro gallina dalle uova d�oro.
L�aumento dei prezzi
del pane e della pasta - nonostante il prezzo del grano sia sceso - sta
dentro questo utilizzo criminale delle
quotazioni in funzione speculativa e affaristica
Confcommercio nazionale il 19
novembre sui principali quotidiani italiani ha affermato che i consumi
diminuiranno, nei prossimi tre anni, senza però impegnare direttamente i
propri iscritti ad abbassare i prezzi e finirla con le speculazioni. Federalimentare, riesce solo a dirci
che �spera�, per il 2009, in una
stabilizzazione dei prezzi e che le critiche rivolte non la riguardano.
Questo gioco di passarsi il cerino fra i soggetti della filiera
alimentare sta andando avanti da mesi: si tratta di un rimpiattino fatto
sulla pelle della gente che non arriva a fine mese,
senza comprendere il livello della crisi sociale che abbiamo davanti. Cosa ancora più grave è la totale incapacità del
nostro governo ad affrontare la questione del carovita con azioni
concrete:
- Ridurre la filiera;
- Sostenere lo sviluppo della vendita diretta attraverso gruppi di acquisto collettivo;
- Fissare un prezzo politico per i generi di prima necessità come Pane,
Pasta e Latte.
Contro una politica che vuole socializzare i costi della crisi
senza aver mai socializzato i benefici della precedente fase di
"crescita", cominciamo con un piccolo
gesto: acquistiamo direttamente da produttori locali il pane per
distribuirlo in piazza.
Un gesto simbolico che però dimostra praticamente
come è possibile abbassare il prezzo dei beni di prima necessità
evitando: intermediari, speculazioni e trasporti inutili.
Noi la crisi non la paghiamo e per uscirne ci autorganizziamo!
Domenica 7 dicembre 2008 alle
ore 10.00
a Caserta presso il
parco Primavera in località Tuoro
Iniziativa contro il Carovita
con vendita in piazza
del pane ad un prezzo inferiore a quello di mercato.
Iniziative simili verrano
messe in atto anche nei comuni di Maddaloni, Pignataro Maggiore e Santa Maria
Capua Vetere.
MARY ART
Centro d’Arte e Artigianato - Via San Giovanni 48 –
81100 Caserta - tel 0823.210048 centromaryart@libero.it
Caserta, venerdì
5 dicembre 2008
Agli
organi di informazione
Comunicato stampa
Caserta. Collettiva di pittura al Centro Mary Art
nel ricordo di Antonio
de Core
Nell’ambito
delle manifestazioni natalizie promosse dal Comune di Caserta,
s’inaugurerà domani sabato 6 dicembre alle ore 18 presso il Centro d’Arte
e Artigianato Mary Art a Caserta, in via
San Giovanni 48, la mostra collettiva di pittura “Un solo Cielo… Una sola
Luce…”.
L’iniziativa
vede protagonisti giovani artisti del territorio e costituisce un omaggio
all’indimenticabile maestro casertano Antonio
de Core, scomparso proprio il 6 dicembre di 12
anni fa.
L’esposizione
vedrà gli interventi del critico d’arte Enzo Battarra
e dell’artista Giovanni Tariello.
L’organizzato è del Centro Mary Art e della
scuola di pittura di Marilena Carnevale, in
collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini
e con il patrocinio della Provincia e del Comune di Caserta.
Espongono
Rosa Arbolino,
Antonio Bognanni,
Michele Cannavale,
Carlo Capone,
Beatrice Colangelo,
Tania Coleti, Daniela
Colonna, Luigi Cuomo,
Angela De Cesare, Marisol
Gilardi, Maddalena Lanca, Rosalinda Peluso, Ricardo Santos e Maddalena
Tamburino.
UfficiStampaRiuniti
COMUNICATO STAMPA
Voci e suoni per il Natale 2008
Concerto di Natale a cura di Roberto De Simone
L'8
dicembre 2008 al Teatro di Corte della Reggia di Caserta, in occasione
delle festività
natalizie, Roberto De Simone propone il Concerto “Voci e suoni
per il Natale 2008”,
un
appuntamento molto atteso, unico ed esclusivo.
In
occasione delle festività natalizie, che quest'anno
prevedono in Campania un ricco
programma di iniziative ed eventi culturali, Roberto De Simone propone il concertoevento
Voci e suoni per il Natale 2008 nell’intento di proseguire la
riscoperta e la
rielaborazione di materiali del teatro musicale.
Il programma del concerto prevede la Suite
da “Lo Vommaro
a duello” di
Roberto De Simone, Lo ’ngaudio – (Le nozze) di Igor
Stravinsky ed. Chester Music - revisione in lingua garganica
di Roberto De Simone e
Funzione del Centenario di Roberto De Simone. Il concerto
vedrà il coinvolgimento di 11
cantanti di grande spessore artistico tra i quali Antonella Morea, Raffaello Converso,
Renata
Fusco, Marina Bruno, di 12 solisti e dell'Ensemble Vocale di Napoli
diretta da
Antonio
Spagnolo, con la direzione orchestrale del Maestro
Renato Piemontese.
Il
concerto, promosso dalla Regione Campania, dall'Ente Provinciale per il
Turismo di
Napoli,
dall'Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, dall'Azienda Autonoma di
Soggiorno
Cura
e Turismo di Napoli, con il Patrocinio del Comune di Caserta, organizzato
dall'Associazione Tourbillon Teatro, sarà allestito il
giorno 8
dicembre alle ore 18,30
presso il Teatro di Corte della
Reggia di Caserta, spazio architettonico e storico di
impagabile bellezza ed interesse, scenario ideale per i
concerti, antiche e moderne forme
di rappresentazione di grande prestigio e fantasia. Il concerto
è un percorso di spettacolo
e intrattenimento, un richiamo artistico che invoglierà quanti
sono a Caserta a
programmare e prolungare la loro permanenza in
città e consentirà l’elaborazione di un
momento di spettacolo, anche in collaborazione con le
strutture di ricezione e commerciali
della città disponibili ad un’allettante offerta di
“pacchetti turistici”.
L'ingresso al concerto è libero fino ad
esaurimento posti.
Voci e suoni per il Natale 2008 Concerto di Natale a cura di
Roberto De Simone è un
evento unico nel suo genere in quanto foriero di un
inestimabile patrimonio teatrale e
musicale capace di riecheggiare in tutto il mondo, costantemente
ricco di successi ed
entusiasmi da parte del pubblico e della critica. Altre due date
del Concerto sono in
programma in Campania: il 26 dicembre 2008 alle ore 18,30 presso
Auditorium della
Rai di Napoli e il 5 gennaio 2009 alle ore 20,30 presso
la Cattedrale
dell'Assunta di
Avellino, ingresso libero fino ad esaurimento posti.
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