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Nasce la Costituente
di Centro
«Siamo un soggetto politico nuovo che parte dal recupero di una storia,
quella della Democrazia Cristiana». Così Ciriaco de Mita lancia a Napoli
il comitato regionale della Costituente di Centro, il soggetto politico
in
cui l'ex esponente del Pd è entrato dopo aver lasciato il progetto di
Veltroni e dopo essersi candidato per l'Udc alle ultime elezioni. Dopo
aver definito «tentativi impropri» quelli del Pd, De Mita riparte a capo
di una costituente formata da 46 membri che va da Ciro Alfano a Erminia
Mazzoni, dal consigliere regionale Carmine Mocerino a Gugliemo Scarlato.
A
loro De Mita si rivolge perché «con la loro professionalità della
gestione
politica», lancino le idee del nuovo soggetto, che in Campania si
radicherà attraverso i comitati provinciali che tesseranno anche la tela
di nuove alleanze sapendo che «la politica non è fare ammucchiate per
vedere chi vince», precisa De Mita. Difficile, comunque, il dialogo con
il
Pd, mentre emerge l'apertura con il Pdl, almeno in alcune province come
quella di Avellino: «Partiamo per correre da soli - precisa De Mita -
poi
sui programmi il confronto e il dialogo ci sono sempre». Il punto di
partenza. L’Udc è partito in Campania, come altrove non senza
difficoltà.
Ciriaco De Mita non fa fatica ad ammetterlo ma tuttavia precisa: «Ci
siamo
misurati con alcune difficoltà sul territorio però poi l’avvio è stato
molto convinto, molto solidale. Del resto - spiega il leader di Nusco -,
tutti i processi veri si muovono in maniera complessa mentre soltanto i
processi finti si muovono senza difficoltà». Far confluire nuove idee,
nuova linfa ad un soggetto politico che non vuole discutere sul passato
e
sui punti critici. «Diventava sempre meno semplice discutere su cose
superate - spiega De Mita - E invece, ciò che registriamo è una domanda
di
ricomposizione delle storie. Da questo punto di vista - aggiunge -,
riteniamo di anticipare il futuro che però deve essere una spinta al
recupero delle tradizioni storiche e politiche del nostro Paese». Il
discorso delle alleanze. Molto più complicata e piena di insidie la
questione delle alleanze. «Per noi - dice il leader dell’Udc -, non è
un’angoscia pensare ai possibili alleati. La spinta, per quanto ci
riguarda, è recuperare la nostra identità. Per questa ragione abbiamo
una
tranquillità enorme nell’ipotizzare che andremo alle elezioni da soli.
Nela logica attuale questa è la decisione. Poi certo discuteremo,
rifletteremo ». Insomma Ciriaco De Mita sottolinea che il discorso sulle
alleanze è comunque secondario rispetto alla proposta di governo da
portare sul territorio. «Se dovessi dire la mia opinione, direi che non
siamo in ritardo - spiega l’esponente Udc -. Ma non entriamo nella
logica
di due blocchi che si contrappongono e dove chi non governa riverndica
virtù che non dimostra o chi governa vuol dimostrare fatti che non si
sono
realizzati. Noi - aggiunge De Mita -, discuteremo sulle attività che ci
porteranno fuori dalla crisi» La «personalizzazione della politica, la
delegittimazione delle assemblee, lo scollegamento tra la domanda
dell’opinione pubblica e gestione del potere sul territorio hanno
prodotto
il collasso non soltanto nella Campania ma su tutto il territorio». De
Mita assicura che tra le priorità rientra appunto la discussione della
crisi e poi la formulazione di una proposta di governo sul territorio:
«E’
allora che discuteremo sulle convergenze. Le coalizioni fatte per
vincere
spesso portano disastri» - taglia corto invitando alla prudenza. Della
questione del Pd non si sbilancia l’onorevole De Mita ma uno dei
giornalisti gli fa notare che Casini proprio poche ore prima aveva detto
che tra l’Udc e il Pd di Rutelli e Letta c’erano delle affinità. Aveva
detto Pierferdinando Casini: «Siamo impegnati a smantellare quello che
c'e', a far emergere le contraddizioni che esplodono a destra come a
sinistra. L'Udc e' stato eroico alle elezioni ma oggi sopravvive perché
ha
una prospettiva politica. Non lavoriamo con lo spirito egoistico di chi
cerca di allargare il proprio partito ma con l'idea di andare avanti per
fare una cosa nuova che serva all'Italia. Noi - ha spiegato Casini
riferendosi ai recenti 'approcci' di esponenti del suo partito verso
autorevoli colleghi del Partito democratico - non offriamo niente perché
rispettiamo tutti. Lavoriamo al superamento dell'Udc e alla creazione di
una novità politica. Se questa proposta viene interpretata come un
invito
a uscire dai partiti d'origine e' giusto respingerla al mittente. Ma la
domanda e': queste case sono adeguate a rispondere ai problemi del
Paese?
Se tanti dicono di no qualche ragione ci sarà L'operazione che abbiamo
in
testa - prosegue il leader dell'Udc - non ha niente di tattico, nessuno
ci
corre dietro. Chi ha fretta vada con Berlusconi o si accomodi dove
vuole.
Con Rutelli e Letta, non e' un segreto, registriamo maggiori affinità.
Però fanno benissimo a lavorare nel Pd, di cui sono fondatori, perché
prevalgano le loro posizioni ». Sull’argomento interviene Ciriaco De
Mita:
«Quando si fece avanti l’idea del partito democratico affrontai la
questione in maniera critica, immaginai cioè l’avvenire e pur essendo
consapevole che il sentiero sarebbe stato impercorribile, non mi
sottrassi
alla sfida immaginando che un partito nuovo dovesse avere le fondamenta
su
un nuovo pensiero. Ma il partito nuovo si è rivelato alla fine un
assemblaggio delle cose esistenti. Della vicenda napoletana ne parlerò
dopo le amministrative ». Insomma lo scontro tra il Pd di Nicolais e la
Iervolino alla fine si è ridotto «alla distribuzione degli assessori».
«Sull'amministrazione del territorio bisogna elaborare dei modelli
realmente nuovi - aggiunge De Mita - per superare la crisi delle
istituzioni locali che riguarda la Campania ma non solo. Noi lo faremo
confrontandoci poi con gli altri schieramenti». Il problema attuale
secondo il leader dell’Udc è in ogni caso recuperare la storia, in
particolare quella della Democrazia Cristiana, «la più grande esperienza
democratica » dell’Italia, per poi lasciare sì aperto lo spiraglio alle
alleanze ma nella consapevolezza che non via siano «monolitismi di
gestione del potere». De Mita aggiunge che, attualmente, il clima che si
respira è di grande inquietudine e disagio: «Sono inquieti quelli che
vengono dalla tradizione comunista e sono scomparsi quelli che
provengono
dall’esperienza del populismo democratico». Il vecchio leone
democristiano
attende gli eventi e nel frattempo si guarda intorno, registra gli umori
degli altri partiti: «C’è chi mi vuole - confessa ironico -, chi mi
rifiuta ma all’età mia sono fuori da queste tentazioni». Infine, a chi
gli
chiede «qual è il ruolo di De Mita nell’Udc», lui non esita a
rispondere:
«la parola, è quello che ho sempre fatto e saprò fare » L’ultima
questione
riguarda una eventuale candidatura al parlamento europeo. «Ci sono stato
già due volte, per me significa il passato» - ha affermato Ciriaco de
Mita
a margine della presentazione del comitato regionale per la Costituente
dell'Unione di Centro. De Mita si è quindi concesso una battuta quando,
scherzando sulle tante cariche ricoperte nella lunga carriera politica,
ha
detto «mi manca solo di fare il Papa». L'ex presidente del Consiglio ha
poi mostrato forte entusiasmo nel progetto politico della Costituente
dell'unione di Centro: «Sono molto fiducioso - ha concluso-, sono
tornato
all'epoca in cui ero molto convinto delle cose che pensavo».
( da Buongiorno Caserta del 13/01/09)
TUTTI I NOMI DELLA
COSTITUENTE
1 CIRO ALFANO ONOREVOLE
2 GIUSEPPE ANDREOLI ONOREVOLE
3 SALVATORE ARENA CONS.REG
4 ALFONSO ASCIONE CONS.PROV.NA
5 EVA BASILE COMMERCIALISTA
6 MAURO BENEDUCE IMPRENDITORE
7 ROSARIO BIANCO COMMERCIALISTA
8 RENATA BRUTTO DIR.ASLANA1
9 ROSETTA CASCIANO INSEGNANTE
10 CIRO CENTORE AVVOCATO
11 MASSIMILIANO CONVERTI FUNZIONARIO
12 GABRIELLA D’AMBROSIO MEDICO
13 FERDINANDO DE FRANCISCIS ONOREVOLE
14 CIRIACO DE MITA ONOREVOLE
15 GIUSEPPE DE MITA AVVOCATO
16 TIZIANA DI GREZIA AVVOCATO
17 SETTIMIO DI SALVO DOC.UNIV.
18 PIETRO FARINA ARCHITETTO
19 GENNARO FERRARA RETT.PARTHENOPE
20 M.ROSARIA GIANPETRAGLIA DOC.UNIV.
21 MASSIMO GOLINO AVVOCATO
22 VINCENZO INVERSO IMPRENDITORE
23 ANTONIO MARFELLA DIRG MEDICO
24 MARIAMELIA MAZZEO AVVOCATO
25 ERMINIA MAZZONI ONOREVOLE
26 CARMINE MOCERINO CONS.REG.
27 ETTORE SNOVELLINO DOC.UNIV.
28 NELLO PALUMBO ONOREVOLE
29 ROSALIA PANNITI PROFESSORESSA
30 ANGELA PENZA PRIMARIO UOD
31 RAFFAELE PICARO DOC.UNIV.
32 MICHELE PISACANE ONOREVOLE
33 MARIA POLISTINA PRIMARIO
34 FRANCO RENGO DOC.UNIV.
35 FRANCESCO SALZANO MEDICO
36 LUIGI SANTINI DOC.UNIV.
37 PAOLO SANTULLI ONOREVOLE
38 GUGLIELMO SCARLATO ONOREVOLE
39 ANTONINO SCIALDONE DOC.UNIV.
40 ANTONIO SCUOTTO INGEGNERE
41 MAURIZIO SIBILIO DOC.UNIV.
42 PIETRO SQUEGLIA ONOREVOLE
43 NUNZIO TESTA ONOREVOLE
44 NICOLA TISCIONE DOC.UNIV.
45 ROSALBA TUFANO DOC.UNIV.
46 GIOVANNI VILLAROSSA DIRIG.SCOL.
47 DOMENICO ZINZI ONOREVOLE
Paolina Abbate
Mammografia negata alle donne disabili
Qualcuno afferma che esistono due Italie: a questa affermazione molte
volte si dà semplicemente una valenza politica volendo intendere un nord
contrapposto e separato dall’altra Italia, quella che rimane.
Questa volta invece le due Italie si riferiscono a due realtà sociali
che, pur avendo diritto di cittadinanza in tema di doveri e pur godendo
teoricamente di pari opportunità, si muovono su due binari diversi.
Tralasciando qualunque considerazione sui tagli alla sanità verso i
diversamente abili operati dall’attuale governo nell’ambito del Wellfare,
un’esperienza vissuta da una donna diversamente abile conferma la
precedente affermazione.
A Marcianise, dove la locale struttura ospedaliera presenta reparti “di
eccellenza”, una donna diversamente abile che voglia usufruire delle
prestazioni ospedaliere in qualunque reparto, se si eccettua
chirurgia, per i suoi spostamenti lettino-barella, deve ricorrere al
personale paramedico senza che vi sia possibilità di avere a
disposizione un elevatore che faciliti gli spostamenti di tali soggetti.
Non parliamo poi se questo soggetto diversamente abile è una donna
ricoverata in ginecologia: dal letto alla carrozzella, dalla carrozzella
al lettino dei ginecologo se deve esser sottoposta a visita. Giuste le
rimostranze degli operatori sanitari, non necessarie e non giustificate
le mortificazioni del paziente.
Un’altra esperienza ospedaliera di una diversamente abile si riferisce
al tanto pubblicizzato screening mammografico a cui sono state invitate
a sottoporsi tutte le donne che addirittura sono state avvisate con una
informativa postale del giorno e dell’ora.
Tale informativa, come è giusto, è stata inviata a tutte le donne, anche
a quelle diversamente abili, in carrozzella.
Nel mandare questo invito ci si era, però, dimenticato che i macchinari
a disposizione per eseguire tale esame non sono tarati perchè possano
essere utilizzati per una mammografia ad una disabile in
carrozzella.
Quasi costituisse un rimedio alla situazione dell’ospedale di Marcianise,
alla diversamente abile che voleva ostinatamente sottoporsi all’esame
mammografico, si suggerì di rivolgersi direttamente al centro di
senologia di Caserta, sicuramente idoneo per tutte le pazienti.
Altra prenotazione, altra impegnativa, poi si va a Caserta per scoprire,
dopo aver denudato il seno, che anche questa macchina non permette a chi
è in carrozzella di eseguire questo accertamento.
Cosa resta da fare? Continuare a cercare l’ospedale con l’oggetto
misterioso o lasciar perdere e affidarsi alla bontà divina?
Il dilemma è strettamente personale; c’è però una considerazione
generale: se la salute è un bene di tutti, se lo Stato deve garantire a
tutti la sua salvaguardia, quale morale trarre da questa esperienza di
vita vissuta?
A me , tuttavia, sembra di essere nell’antica Sparta dove avevano
diritto di vivere solo le persone sane; gli “altri”, i
bambini disabili, venivano portati a morire sul monte Taigeto.
E, incredula mi chiedo: è giusto sperperare dei soldi per avere il
Direttore Generale dell’ASL CE1 che non è in grado neanche
di dotare le strutture ospedalire di un semplice elevatore e che non
riesce a garantire alcun servizio per le disabili?
Altro che proroga! Il Signor Bottino dovrebbe essere mandato a casa
subito, per manifesta incapacità.
La sanità, come la Legge, in una vera democrazia, deve essere uguale per
tutti e non deve mortificare chi ha più bisogno di aiuto.
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Precisazione
Non amo le polemiche ma fortemente voglio che si agisca correttamente
e nel rispetto delle persone fra cui comprendo anche me diversamente
abile.
Alcuni giorni or sono ho inteso denunciare tramite stampa
l’impossibilità per una donna diversamente abile di poter eseguire una
mammografia, esame che si consiglia a scadenza biennale a tutte le donne
ultra quarantacinquenni.
Devo rilevare che un qquotidiano locale, pur avendo ricevuto giovedì
6 Novembre alle ore 18 la mia lettera, il giorno dopo l’ha pubblicata a
stralci integrata dalle controdeduzioni del direttore sanitario
dell’ospedale di Marcianise dott. Ludovico Capece.
Poichè venivano dette alcune cose non verre, ho esercitato il mio
diritto alle controdeduzioni e le ho inviate solo al giornale in
questione.
Ieri mercoledì 12 novembre le vedo pubblicate sil quotidiano in
oggetto ancora a stralci e con una inispiegabile omissione di quanto
concerneva l’ospedale di Marcianise e il centro senologico di Caserta,
limitando la denuncia all’ospedale di Maddaloni e addirittura
menzionando Maddaloni come riferimento di partenza di un pezzo inserito
nella pagina di Marcianise.
A questo punto prego voi di voler gentilmente e, se è possibile,
integralmente pubblicare le mie controdeduzioni.
Le note del direttore sanitario del nosocomio di Marcianise, dott.
Ludovico Capece, mi spingono a fare una precisazione che ritengo
indispensabile per salvaguardare l’onestà dei miei discorsi.
Innanzitutto, forse impropriamente, ho usato la parola elevatore
volendo intendere sollevatori il cui uso specifico riguarda disabili e
allettati. Il dott. Capece parla dell’utilizzo nei vari reparti di
imbracature. Nella mia ignoranza l’imbracatura non serve a niente se non
c’è un braccio manuale o elettrico che la sollevi. A meno che per
imbracatura non si intenda il lenzuolo nel quale viene sollevato il
paziente da solerti infermieri.
Riguardo poi il badget ospedaliero e le gare d’appalto necessarie per
gli acquisti negli enti pubblici, mi preme sottolineare come da
informazioni assunte presso un ente di ausilii ortopedici, il costo di
un elevatore manuale è di € 680.00 più iva mentre di quello elettrico è
di € 1020.00 più iva. Tali costi sono irrisori in un badget
megagalattico come quello ospedaliero e, riguardo alle gare di appalto,
sono talmente esigue le spese in gioco che forse non vale la pena farle.
L’occasione mi spinge a riferire qualche altra annotazione sulla mia
telenovelas mammografica.
Chiarito che all’Ospedale di Marcianise la mammografia è vietata alle
donne disabili, cosa non smentita neanche dal Direttore Sanitario, nella
giornata di ieri ho telefonato al Reparto di Radiologia dell’Ospedale di
Maddaloni: qui un tecnico estremamente cortese con rammarico, al mio
dire di disabilità in carrozzella, ha riferito che l’apparecchio
mammografico è guasto da qualche mese e che non può dire quando sarà
riparato. A questo punto ho avuto l’idea di telefonare ad un centro
privato e al primo colpo, meraviglia delle meraviglie, l’apparecchio
c’è, funziona e finalmente potrò soddisfare la mia brama mammografica.
Ritornando ad essere seri e parlando delle strutture pubbliche, il
discorso fondamentale è quello di una cultura del diritto alle pari
opportunità che, sola, può spingere chi si occupa della salute pubblica
a tener conto degli utenti qualunque sia la loro condizione fisica.
A proposito, tengo a sottolineare che ancora oggi sono presidente
dell’associazione "Amicizia e solidarietà senza barriere" di Marcianise.
Ringraziando.
Prof. Paolina Abbate
25
NOVEMBRE DECIMA GIORNATA PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE
Oggi si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della
violenza contro le donne. Questa ricorrenza è stata proclamata dall’Onu
da circa dieci anni e vuole rappresentare un invito a riflettere in
qualunque ambiente di vita sulle tante donne che ancora oggi, specie in
ambiente domestico e familiare, subiscono violenze ignorando che anche
questo è un reato.
Fa
piacere sapere che la provincia ha, per questa occasione, organizzato un
incontro-dibattito e fa piacere sapere che la commissione pari
opportunità della provincia di Caserta, nell’ambito delle sue attività
proiettata a dare visibilità alle donne con disabilità, intende
istituire uno “sportello donna disabile”. Questa notizia ha fatto
ricordare alla sottoscritta come fosse stata nominata all’interno di
questa commissione, come di questa nomina, avessero parlato
abbondantemente i giornali per sottolineare l’importanza della presenza
di un soggetto diversamente abile all’ineterno della commissione.
Ho
dovuto poi, dopo aver partecipato a due riunioni, scoprire che la mia
nomina non esisteva, malgrado l’ufficialità e che tranquillamente potevo
ritornare a casa in attesa di tempi diversi e di nuove opportunità, come
mi sussurrò il presidente della provincia dott. De Franciscis.
Lasciando da parte i ricordi del passato senza però tralasciare di
ribadire che l’unica figura “umana” al femminile che manca in detta
commissione è proprio la diversamente abile, mi fanno piacere le
motivazioni che hanno spinto tale commissione a progettare lo sportello.
Voglio però innanzitutto sottolineare che sarebbe opportuno intitolarlo
“sportello donna diversamente abile” se proprio si vuole sottolineare la
propria competenza.
Per
il resto speriamo si tratti non semplicemente di uno sportello e di un
portale che vuole aiutare le donne diversamente abili soltanto
nell’inserimento nel mondo lavorativo ( a proposito, perchè non si
organizza un’indagine negli ambienti di lavoro per verificare il
rispetto legislativo sulla quota disabile?) in quanto alle molte parole
a cui corrispondono dall’altra parte molte speranze, difficilmente è
possibile costruire il presente e il futuro senza una cultura civile
delle pari opportunità e penso che in tale direzione dovrebbe
essenzialmente muoversi in modo operativo tale commissione.
Paolina Abbate.
Piedimonte Matese|
Dalla presidenza della Regione
La Lonardo ha confermato il professore alla guida dell'Ente. Svanisce
il sogno di Natalizio
Parco del Matese, Scialla ancora presidente
DI Fulvio Caputo
PIEDIMONTE MATESE.
Excalibur!
Stavolta la famosa spada
excali-bur l'ha
presa il Professor Giuseppe Scialla con le sue
forze e con i suoi
impegni dimostrati in questi ultimi mesi alla
guida dell'ente
matesino. Riconferma per il Presidente del Parco
Regionale del Matese, Giuseppe Scialla. Scialla è stato riconfermato
alla guida
del Parco. La conferma arriva dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Campania. Il Prof.
Scialla dopo aver dimostrato continuità e professionalità al
Parco ha ricevuto la riconferma alla Presidenza dell'Ente. Come
ricordiamo ultimamente Scialla ricopriva la carica di
Commissario poiché qualche politico preparò nei suoi confronti
un tranello facendolo affiancare dal Del Mele, cercando
di rimuoverlo ma Scialla si seppe ben muovere facendo ricorso e
restando alla guida del Parco come commissario. Il Presidente
del Consiglio Regionale Sandra Lonardo vedendo i
risultati di Scialla non ci ha pensato due volte alla
riconferma del Professore sanmaritano alla guida dell'elite
matesino. Ora Scialla è già in moto per la formazione del nuovo
Consiglio di amministrazione dove dovrà farlo trasversale
bipartisan. Ovvero mettere sia espressione del Pdl e sia del Pd.
Riconferma quindi anche per i due dirigenti che affiancano
Scialla, ovvero quello amministrativo, Antonio Montoro e
quello dell'area tecnica Santonastasi. La riconferma di
Scialla ha provocato l'ira funesta del Partito Democratico di
Piedimonte e soprattutto del leader della componente dei Ds,
Achille Natalizio che ci aveva messo il pensiero sulla
Presidenza.
Dalla "Gazzetta di Caserta" del 06/12/2008
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RUBRICA
LIBERA PER ESSERE LIBERA
LASSOCIAZIONE
"AMICIZIA & SOLIDARIETA SENZA BARRIERE" E DISPONIBILE
TELEFONICAMENTE A RECEPIRE RICHIESTE DI CONSULENZA O DI SUPPORTO DOMICILIARE OCCASIONALE E
LIMITATO NEL TEMPO.
OGNI LUNEDI, MERCOLEDI E
VENERDI DALLE ORE 16:00 ALLE 18:00 E PER DUE GIOVEDI AL MESE DALLE ORE 17:00
ALLE 18:00 SI AVRA A DISPOSIZIONE IL LUNEDI UNA PSICOLOGA, IL MERCOLEDI
UN IMPIEGATO INPS, IL VENERDI UNASSISTENTE SOCIALE, IL GIOVEDI UN
NEUROPSICHIATRA INFANTILE E UNA TERAPISTA DELLA RIABILITAZIONE OLTRE CHE LE VOLONTARIE
DELLASSOCIAZIONE.
BASTA TELEFONARE AL NUMERO:
0823/823638
Noi la crisi non
la paghiamo Ed al pane non rinunciamo!

Fanno speculazione e la chiamano
crisi ed è una crisi che investe direttamente la vita di
centinaia di milioni di uomini e donne, attraverso le sue
ricadute su un bisogno essenziale come quello della casa negli
Stati Uniti o, ancora più drammaticamente, attraverso le sue
ripercussioni sui prezzi degli alimenti come accade ormai in
tutta Italia
Il rincaro continuo dei prezzi costringe
sempre più famiglie sotto la soglia di sopravvivenza
Una rapina perpetrata giorno dopo giorno ai danni di consumatori
e agricoltori, per garantire alti guadagni agli
speculatori del settore alimentare. Imprese multinazionali,
broker finanziari e grande distribuzione hanno fatto della
vendita dei prodotti della terra la loro gallina dalle uova
d�oro.
L�aumento dei prezzi del pane e della pasta - nonostante il
prezzo del grano sia sceso - sta dentro questo utilizzo
criminale delle quotazioni in funzione speculativa e affaristica
Confcommercio nazionale il 19 novembre sui
principali quotidiani italiani ha affermato che i consumi
diminuiranno, nei prossimi tre anni, senza però impegnare
direttamente i propri iscritti ad abbassare i prezzi e finirla
con le speculazioni. Federalimentare, riesce solo a dirci che
�spera�, per il 2009, in una stabilizzazione dei prezzi e che le
critiche rivolte non la riguardano. Questo gioco di passarsi il
cerino fra i soggetti della filiera alimentare sta andando
avanti da mesi: si tratta di un rimpiattino fatto sulla pelle
della gente che non arriva a fine mese, senza comprendere il
livello della crisi sociale che abbiamo davanti. Cosa ancora più
grave è la totale incapacità del nostro governo ad affrontare la
questione del carovita con azioni concrete:
- Ridurre la filiera;
- Sostenere lo sviluppo della vendita diretta attraverso gruppi
di acquisto collettivo;
- Fissare un prezzo politico per i generi di prima necessità
come Pane, Pasta e Latte.
Contro una politica che vuole socializzare
i costi della crisi senza aver mai socializzato i benefici della
precedente fase di "crescita", cominciamo con un piccolo gesto:
acquistiamo direttamente da produttori locali il pane per
distribuirlo in piazza.
Un gesto simbolico che però dimostra praticamente come è
possibile abbassare il prezzo dei beni di prima necessità
evitando: intermediari, speculazioni e trasporti inutili.
Noi la crisi non la paghiamo e per uscirne
ci autorganizziamo!
Domenica 7 dicembre 2008
alle
ore 10.00
a Caserta presso il parco Primavera in
località Tuoro
Iniziativa contro il Carovita
con vendita in piazza del pane ad un
prezzo inferiore a quello di mercato.
Iniziative simili
verrano messe in atto anche nei comuni di Maddaloni, Pignataro
Maggiore e Santa Maria Capua Vetere.
MARY ART
Centro d’Arte e
Artigianato - Via San Giovanni 48 – 81100 Caserta - tel 0823.210048
centromaryart@libero.it
Caserta, venerdì
5 dicembre 2008
Agli
organi di informazione
Comunicato
stampa
Caserta.
Collettiva di pittura al Centro Mary Art nel ricordo
di Antonio de Core
Nell’ambito
delle manifestazioni natalizie promosse dal Comune di Caserta,
s’inaugurerà domani sabato 6 dicembre alle ore 18 presso il Centro
d’Arte e Artigianato Mary Art
a Caserta, in via San Giovanni 48, la
mostra collettiva di pittura “Un
solo Cielo… Una sola Luce…”.
L’iniziativa
vede protagonisti giovani artisti del territorio e costituisce un
omaggio all’indimenticabile maestro casertano
Antonio de Core, scomparso
proprio il 6 dicembre di 12 anni fa.
L’esposizione
vedrà gli interventi del critico d’arte
Enzo Battarra e dell’artista
Giovanni
Tariello. L’organizzato è del Centro Mary Art e della
scuola di pittura di
Marilena Carnevale, in
collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini e con il
patrocinio della Provincia e del Comune di Caserta.
Espongono Rosa
Arbolino, Antonio
Bognanni, Michele Cannavale,
Carlo Capone, Beatrice
Colangelo, Tania
Coleti, Daniela Colonna, Luigi Cuomo,
Angela De Cesare, Marisol
Gilardi, Maddalena
Lanca, Rosalinda Peluso, Ricardo
Santos e Maddalena Tamburino.
UfficiStampaRiuniti
COMUNICATO STAMPA
Voci e suoni per il Natale 2008
Concerto di Natale a cura di Roberto De Simone
L'8 dicembre 2008
al Teatro di Corte della Reggia di Caserta, in occasione delle
festività
natalizie,
Roberto De Simone propone il Concerto “Voci e suoni per il Natale
2008”, un
appuntamento
molto atteso, unico ed esclusivo.
In occasione
delle festività natalizie, che quest'anno prevedono in Campania un
ricco
programma di
iniziative ed eventi culturali,
Roberto De
Simone
propone il concertoevento
Voci e suoni
per il Natale 2008
nell’intento di
proseguire la riscoperta e la
rielaborazione di
materiali del teatro musicale. Il programma del concerto prevede la
Suite
da “Lo
Vommaro a duello”
di Roberto De
Simone,
Lo
’ngaudio – (Le nozze)
di Igor
Stravinsky ed.
Chester Music - revisione in lingua garganica di Roberto De Simone e
Funzione
del Centenario
di Roberto De
Simone. Il concerto vedrà il coinvolgimento di 11
cantanti di
grande spessore artistico tra i quali Antonella Morea, Raffaello
Converso,
Renata Fusco,
Marina Bruno, di 12 solisti e dell'Ensemble Vocale di Napoli diretta
da
Antonio Spagnolo,
con la direzione orchestrale del Maestro Renato Piemontese.
Il concerto,
promosso dalla Regione Campania, dall'Ente Provinciale per il
Turismo di
Napoli, dall'Ente
Provinciale per il Turismo di Caserta, dall'Azienda Autonoma di
Soggiorno
Cura e Turismo di
Napoli, con il Patrocinio del Comune di Caserta, organizzato
dall'Associazione
Tourbillon Teatro, sarà allestito il giorno
8 dicembre
alle ore 18,30
presso il
Teatro di Corte della Reggia di Caserta,
spazio architettonico e storico di
impagabile
bellezza ed interesse, scenario ideale per i concerti, antiche e
moderne forme
di
rappresentazione di grande prestigio e fantasia. Il concerto è un
percorso di spettacolo
e
intrattenimento, un richiamo artistico che invoglierà quanti sono a
Caserta a
programmare e
prolungare la loro permanenza in città e consentirà l’elaborazione
di un
momento di
spettacolo, anche in collaborazione con le strutture di ricezione e
commerciali
della città
disponibili ad un’allettante offerta di “pacchetti turistici”.
L'ingresso
al concerto è libero fino ad esaurimento posti.
Voci e suoni
per il Natale 2008 Concerto di Natale a cura di Roberto De Simone
è un
evento unico nel
suo genere in quanto foriero di un inestimabile patrimonio teatrale
e
musicale capace
di riecheggiare in tutto il mondo, costantemente ricco di successi
ed
entusiasmi da
parte del pubblico e della critica. Altre due date del Concerto sono
in
programma in
Campania:
il 26
dicembre 2008 alle ore 18,30 presso Auditorium della
Rai di
Napoli e
il 5
gennaio 2009 alle ore 20,30 presso la Cattedrale dell'Assunta di
Avellino,
ingresso libero fino ad esaurimento posti.
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