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   Prima Pagina

           "Scrittori locali"... in ordine alfabetico
       
A B C D

 E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Y Z

Programma per le attività sociali                                                                                                                                                                    Marcianise, Qualunque problema si vuole affrontare, richiede preliminarmente che siano chiari i termini del problema affinché i tentativi di risoluzione si rivolgano ad una realtà viva e concreta.  Nel campo della disabilità fino ad oggi si è assistito a sporadici interventi dei servizi sociali tesi a risolvere più singoli e personali problemi che problematiche coinvolgenti in maggior numero possibile di cittadini diversamente abili. Cosa voglio dire? Semplicemente che non è mai esistita una mappa della realtà disabile, distinta per fascia di età e problematiche. È, questo, un lavoro senza dubbio certosino che però una volta fatto ed aggiornato, potrebbe innanzitutto permettere ad una equipe psico-socio-assistenziale , di programmare gli interventi che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare nel corso del suo mandato. Si potrebbe partire non da grandi cose quali per esempio l’apertura in un ufficio comunale di uno sportello H a cui diversamente abili e loro famiglie potrebbero rivolgersi per essere informati su una legislazione che, in quest’ultimo periodo, è in continuo evolvere. Cosa ci vuole, mi si potrebbe obiettare, per creare questo organo informativo? Sono stata per più di vent’anni presidente dell’associazione “ Amicizia e solidarietà senza barriere” e puntualmente, ad ogni incontro con l’amministrazione comunale, si ribatteva su questa esigenza . Vent’anni non sono bastati, ma vorrei sperare che il ventunesimo o ventiduesimo anno i cittadini diversamente abili di Marcianise possano per la prima volta sentirsi in toto oggetto di un atto di governo. Un secondo momento di grande importanza potrebbe essere di riservare da parte dell’amministrazione comunale due pulmini, con e senza piattaforma, a completa disposizione di questo popolo emarginato nell’emarginazione. Ai miei tempi il comune disponeva di questi pulmini e solo alcune volte ci è stato messo a disposizione per andare ad una festa in discoteca o ad uno spettacolo sportivo. Era una gentile concessione, probabilmente fatta per non dare alla sottoscritta, che non ha mai tenuto la lingua ferma, occasione di scagliarsi contro la pochezza degli amministratori. La causa di questo considerare una << elargizione>> l’utilizzo dei pulmini comunali al di fuori dell’orario canonico, nasceva dal fatto che ai diversamente abili si riconosceva al massimo il diritto di andare a scuola, obbligo di legge, questo, ma non certamente quello di vivere la sua vita, già sfortunata per natura, come gli altri. Il tempo libero per i diversamente abili? Di che stiamo parlando; quando in passato non gli si voleva concedere, si parlava di mancanza di autisti ( ce n’era uno solo per la mattina) oppure di mancanza di carburante oppure… di qualche altra bugia. Agli amministratori manca fondamentalmente una cultura che porti a considerare il marcianisano, normale o diversamente abile, cittadino a pieno titolo, con diritti e doveri paritari. Al diversamente abile è difficile, nella mentalità corrente,  riconoscere il diritto di dimenticare, anche se per un attimo, la sua condizione, tifando sul campo della squadra del cuore, assistendo a un film o inebriandosi dell’atmosfera nella discoteca anche se non si potrà mai ballare. Altri piccoli interventi renderebbero la città più vivibile: esiste una legge, un piano regolatore per cui tutti i nuovi esercizi commerciali dovrebbero essere forniti di scivolo. Percorrerete in macchina una qualunque strada cittadina e poi ditemi se ho torto, ma come può un’amministrazione comunale far rispettare tali leggi se essa stessa rifà i marciapiedi senza scivoli ovvero, dove ha tentato di farli , ha una tele pendenza che si rischia di sbattere per terra. Vogliamo poi tralasciare il tentativo dell’amministrazione comunale di abbellire la città con alberi posti su marciapiedi o con fioriere che restringono la rete stradale per cui, nel primo caso passeggini, vecchietti col bastone e diversamente abili in carrozzella devono scendere dal marciapiede e nel secondo caso rischiare un incidente, oltre che il suono dei clacson che invitano a togliersi di mezzo. Vogliamo parlare dell’aiuto che l’amministrazione comunale da ai diversamente abili? Quest’anno su una popolazione che non sa quantificare, i servizi sociali hanno fornito un aiuto domestico e solo per poche ore a otto diversamente abili marcianisani. Vogliamo parlare poi degli assistenti materiali nelle scuole? Ricordo che oltre ad essere stati noi associazione a pungolare l’amministrazione perché applicasse questa forma di aiuto, ogni anno era una lotta perché non si avevano in cassa i soldi per pagare gli assistenti materiali per cui il tempo della loro presenza nella scuola veniva ridotto nella durata temporale e nel numero dei bambini in carica. Vogliamo parlare di quello che offre la città di Marcianise per il tempo libero? Non esiste una sala cinematografica, c’era una piscina comunale di cui non si parla più, ci sono diverse aree verdi tra cui piazzetta Padre Pio , quasi sempre  chiusa, abbandonata a se stessa, e con tracce evidenti di materiale topato. Esistono solo i bar dove ci si accalca per perdere tempo e non usare in modo proficuo per se stessi e per gli altri il proprio tempo libero. Non nascondo che numerose volte sono andata al teatro comunale di Caserta che riservava due posti ai diversamente abili. Col tempo mi sono vergognata di approfittare di questa concessione senza nemmeno essere casertana. I servizi sociali potrebbero interessarsi degli spettacoli e degli eventi provinciali per far partecipare anche i diversamente abili.  Anche perché ai diversamente abili non è precluso in tot il mondo dello sport attivo. Per quanto riguarda “progetti in grande” basterebbe, tanto per cominciare, aprire dei centri diurni, possibilmente in piazza dove le associazioni, su incarico del comune, potrebbero garantire un’occasione di stare insieme, normo e diversamente dotati, svolgendo lavori in plastilina, puzzle e anche utilizzando qualche computer di seconda mano regalato da qualche cittadino benevolo di Marcianise. A questo punto viene in evidenza un problema di vitale importanza: l’esistenza di una cultura delle pari opportunità nelle diversità. I marcianisani normodotati ignorano i diversi, ne fanno a volte, specie i giovani,  oggetto di scherno, si vergognano di stare con loro. L’accettazione dell’altro non si crea sul nulla; si dovrebbero inserire per sensibilizzare l’opinione pubblica alla condivisione di una vita che per i diversamente abili ha qualche problema in più che forse insieme sarebbe più facile risolvere. Ho riservato per ultimo il parlare di un grande progetto fatto redigere dalla mia associazione all’architetto Costanzo e all’ingegnere Sgueglia. Alla base c’è quello che viene definito “il dopo di noi” cioè il destino di tanti giovani disabili nel momento in cui vengono meno i propri cari.  Presentammo il progetto all’allora sindaco Zarrillo col quale si cominciò a parlare di aree comunali da destinare e di fondi da richiedere anche a livello europeo. Ho ancora conservato quel progetto: non era un ospedale, ma una città nella città con tanti laboratori a disposizione di normo e diversamente abili, con una sala musica, sala convegni, sala spettacoli che per una volta i diversamente abili avrebbero potuto utilizzare per creare occasioni di stare insieme con i normo dotati. Tutto ciò senza eliminare l’aspetto assistenziale in quanto la sera i diversamente abili senza famiglia, avrebbero sostegno infermieristico per vivere una vita degna di questo nome. 4  Marzo  2016                                                                                                                                                                                                           Paolina Abbate

 

 

 

 

Piedimonte Matese(Ce)- Meno male che…il Matese c’é (del prof. Pio Iannitti)

 

Piedimomte Matese(Ce)- (del prof. Pio Iannitti) Sapevamo delle proprietà terapeutiche, curative dell’aria pura, delle acque , delle erbe officinali del Matese ma non conoscevamo il potere taumaturgico di risvegliare dal sonno perenne alcuni politici (si fa per dire!) nostrani o addirittura provenienti da terra straniera (Umbria). In queste ore di grande incertezza sulla sorte del Parco Naturale del Matese si sono svegliati nani e burattini per pontificare e dissertare su argomenti che ignorano. Addirittura Senatori dell’altra Italia si sono cimentati a redigere un progetto di legge che riguarda un’ipotetica istituzione del Parco Nazionale del Matese che dovrebbe comprendere il versante molisano del Matese e quello campano. Una proposta del genere ci inorgoglisce perché, malgrado la defezione dei nostri parlamentari ( che non hanno firmato), fa assurgere a livello nazionale, e addirittura se ne occupa il Senato della Repubblica, la nostra terra. Il compiacimento diventa rabbia quando udiamo e vediamo i nomi dei firmatari: senatori che non sanno neanche il Matese cos’è; parlano di conservazione ambientale con una competenza che non è neanche dei neofiti , ignorando che non si può parlare di rivitalizzazione e conservazione ambientale senza creare i presupposti etnico naturalistici di sopravvivenza. A nostro parere non è possibile sommare al Parco del Matese, il versante molisano perché si duplicherebbero i problemi che oggi vive drammaticamente il Parco. A volte l’unione non fa la forza ma somma solo debolezze. E poi, si ricorda qualcuno di questi grandi Soloni che in tempi storici recenti, il Matese molisano faceva parte della Regione Abruzzo e Molise? Si ricorda qualcuno che, non nella preistoria, è stato istituito il Parco Nazionale dell’Abruzzo. Perché qualcuno allora non si è chiesto i motivi dell’ assenza del versante molisano del Matese? Non stiamo qui a discutere del passato: saremmo solo ripetitivi e noiosi. La cosa più bella in questo recente proclamato impegno per il Matese, ci sono senatori napoletani e, guarda caso, tra essi la moglie di Bassolino, Anna Maria Carloni. Può essere una cosa seria? E Bassolino, nel suo lungo mandato, ha mai mosso un dito per il Parco del Matese? Sono davvero sceneggiate napoletane. E poi, udite: il progetto mira a valorizzare l’esperienza del versante campano e recepisce l’istanza di numerose associazioni molisane riunite nel comitato promotore” Pro-Parco”. L’approvazione di tale progetto determinerebbe sicuramente ricadute positive sul Molise centrale e la Campania, valorizzando uno dei più grandi polmoni verdi dell’Italia Centro- Meridionale richiamando gruppi turistici aggiuntivi. Dio ci salvi da questa sventura! La nascita del Parco è stata complessa, con la sua perimetrazione che si allargava o restringeva come un organetto a seconda di interessi personali o campanilistici. Ma ciò che è più grave è la mancanza di cespiti di entrate proprie, il che non gli permette una seria programmazione. Ma tant’è ! e poi si fanno convegni, seminari che non danno nessuna risposta al vero problema: come e con quali mezzi rivitalizzare il Matese senza limitarsi a cristallizzare una situazione di pura sopravvivenza e senza prevedere il mantenimento delle condizioni vitali sia della flora, sia della fauna sia dell’ habitat umano. Eufemisticamente dico mantenimento perché per portare la vita dell’uomo di montagna a parametri sostenibili, bisognerebbe, come diceva Bartali:”C’e tutto da rifare”. Ci sorprende ancora il suono stonato della campana dell’ Eurodeputato Patriciello che deve spiegare innanzitutto quale azioni concrete ha svolto a favore della zona matesina . ma di tutti i politici è quello che più va capito per la sua ignoranza dei problemi locali: non è venafrano ma della zona calda al confine tra Caserta e Napoli. Numerosi sono i suoi “interessi “ e forse vorrebbe estenderli anche al Parco. Timeo Danaos et dona ferentes. saluti (a cura del giornalista, prof. Pio Ianntti)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

 

 

Piedimonte Matese(Ce)- Prof. Pio Iannitti: Ringraziamenti al Presidente del Parco del Matese Giuseppe Falco

 

Lettera aperta al Presidente dell’Ente Parco del Matese del prof. Pio Iannitti.

Piedimonte Matese(Ce)- (di Pio Iannitti) Caro presidente (nella foto il presidente Giuseppe Falco) , Anche se non ho il piacere di conoscerla, voglio farle giungere i miei apprezzamenti e i miei ringraziamenti per quanto sta facendo, sia pure da poco tempo, per il Parco Naturale Del Matese. Abbiamo la fortuna, dopo la fallimentare gestione di Scialla, di avere alla giuda dell’Ente Parco “uno di noi”, un uomo preparato e capace ma in cui batte soprattutto il grande cuore matesino e proprio in queste ore difficili deve dare il meglio di se stesso. Leggo dalla stampa della nefasta azione demolitrice dell’ Ente Provincia e la Regione stanno portando avanti per annullare il nostro Ente Parco. Ciò non mi meraviglia. Conosco un poco di storia locale e so che da secoli il nostro è solo un territorio da depredare. Tutti si ricorderanno la razzia delle acque imbrigliate e portate a Napoli ed altrove. Hanno autorizzato l’estrazione del marmo “Verdello” Distruggendo il paesaggio. E così per altre ricchezze della nostra terra. Mai nessuna ricaduta sulla popolazione locale. Il resto: solo limitazioni per i residenti. Hanno costretto ad emigrare i residenti che per millenni hanno contribuito a conservare (come sa fare con amore chi è nato in questi luoghi) la natura incontaminata. L’unica violenza subita dal territorio è stata perpetrata da orde barbariche di turisti “mordi e fuggi” che hanno riempito i posti più belli dei loro rifiuti, distruggendo anche il sottobosco con la raccolta indiscriminata dei suoi prezioai prodotti naturali . leggo oggi, 11 agosto 2010, sul Corriere della Campainia,che il Parco del Matese chiude. Evviva! Finalmente! Era ora che una struttura usata come Ente di compensazione politica, di favoritismi e di altre cose di cui è meglio non parlare, sparisse. Non è una contraddizione in termini quanto ho detto. Ha fatto bene il Presidente Zinzi a fare rientrare in sede i distaccati all’Ente Parco della Provincia. Cosa hanno prodotto negli anni di tranquillo riposo nella sede del Matese? Di persone “raccomandate” ne abbiamo fin troppe. Ha fatto bene Caldoro a non dare soldi. Il Parco Naturale del Matese deve essere autosufficiente. Benissimo! Allora incominciamo col mettere le barriere sulle strade d’ingresso al Parco e incominciamo a far pagare il biglietto per viitare le nostre meraviglie. Incominciao a far pagare la tassa di soggiorno a non rwsidenti. Obblighiamo pseudo naturalisti a farsi accompagnare da guide del posto con funzione anche di controllo quando questi forestieri salgono in montagna per gli “antichi tratturi”. Il Parco deve sopravvivere con quello che ha? Chi ha captato le acque per l’Acquedotto Campano eper il lago di Gallo Matese(bacino idroelettrico che ha occupato il terreno più fertile del bellissimo paese) cominci a pagare il dovuto. Coloro che si recano sul Matese comincino a pagare i prodotti racolti,quali origani, camomilla felce, erbe officinali , etc. non parliamo poi del disboscamento selvaggio (e la Forestale potrebbe essere un poco più vigile) che sta spogliando intere montagne. Diano autorizzazioni per l’installazione di centrali eoliche e fotovoltaiche ai Comuni. Mi fanno ridere coloro che accusano il fotovoltaico e l’eolico perché deturpano l’ambiente. Quando viaggiano, questi signori , si ricordino qualche volta di guardare sulle cime delle montagne: sono piene di antenne di vario genere. Forse quelle non deturpano il paesaggio perché sono delle emittenti televisive di qualche grosso personaggio ? Mi rivolgo Lei, Presidente ma anche a tutte le altre autorità e a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra terra, in special modo i giovani, so che ce ne sono moltissimi, affinchè , invece di piangerci addosso, facciamo la nostra rivoluzione.forse non a caso nei nostri Comuni arrivarono Cafiero e Mamatesta a proclamare la Repubblica Anarchica ( la storica Banda del Matese). Chissà se oggi, con un gesto di anarchia, non si può ottenere ciò che legalmente è dovuto al Matese. Io credo nella forza e nell’intelligenza della nostra terra, credo nella nostra storia e nella voglia di riscatto di tutti noi. Potrei dilungarmi a trattare temi dibattuti a iosa; preferisco invece chiudere con le parole degli anarchici Cafiero e Malatesta: l’arm ve l’imme date e vraccia e tenite si facite, facite e si no ve futtite. ( del Prof. Pio Iannitti, Giornalista)

 

 

Coordinamento aziendale Ospedale di Maddaloni

 

 

COMUNICATO SINDACALE

 

Meno posti letto alla provincia di Caserta rispetto alle altre province della Campania.

 

Ulteriore contrazione di posti letto derivante dalla prevista chiusura di tre ospedali.

 

Mancanza di contestuali investimenti in grado di innalzare la qualità dei servizi e di garantire i l diritto alla salute dei cittadini.

 

Sono questi i principali capisaldi delle osservazioni al piano ospedaliero regionale da parte della CGIL – FP di Caserta, già portate all’attenzione nell’attivo regionale della CGIL sulla vertenza sanità.

Ed è partendo da queste osservazioni che la CGIL – FP locale ha avviato una riflessione fra i lavoratori del presidio ospedaliero di Maddaloni.

 

Un ospedale che si avvia alla soppressione pur essendo fra quelli più produttivi dell’ASL Caserta;

 

Un ospedale da disattivare nonostante sia ben oltre lo standard minimo dei 100 posti letto al di

sotto del quale scatta la chiusura.

 

Un ospedale da chiudere nonostante il numero dei posti letto assegnati alla provincia di Caserta sia già inferiore al parametro regionale di riferimento.

 

Questo non può essere accettabile!

 

Deve essere eliminata la confluenza dell’ospedale di Maddaloni in quello di Marcianise perché fisicamente impraticabile e priva di qualsiasi  motivazione;

 

Nell’Ospedale di Maddaloni, che per  i motivi innanzi descritti non può essere disattivato, sarebbe opportuna la creazione di uno spoke cardiologico che servirebbe l’intera area S. Felice, Marcianise, Maddaloni; ciò eviterebbe di sovraccaricare l’Azienda Ospedaliera di Caserta, chiamata a svolgere funzioni hub.

 

Pertanto,la CGIL – FP del presidio ospedaliero di Maddaloni ritiene indispensabile un confronto preliminare fra le OO.SS. e il coinvolgimento di cittadini e istituzioni, locali, provinciali e regionali, per avviare ogni iniziativa atta a contrastare la chiusura dell’ospedale di Maddaloni.

Maddaloni, 21/09/10

 

La responsabile CGIL FP  P.O. di Maddaloni

Caterina Bucciero

 

 

 

 

 

 Marcianise

                                SCUOLA MATERNA. LA GENTE....MORMORA.

 

Molti cittadini hanno atteso di verificare il bene operare dell'attuale amministrazione comunale più che in rapporto agli schieramenti politici di appartenenza, al suo fare nell'interesse della città. L'uomo della strada ha subito avvertito, con la segreta speranza di essere poi smentito dai fatti, una grande operosità e voglia di fare: il problema era che il suo fare tendeva essenzialmente a sostituire "i clienti" della passata amministrazione con chi ci si era impegnato in campagna elettorale. Non ci soffermiamo sul vissuto di tante fasce deboli alle cui esigenze, a volte impellenti, si è risposto con mancanze di budget economici disponibili. Qui ci preme segnalare il triste presente delle fasce più deboli tra le deboli, ovvero quella dei bambini dai tre ai ventiquattro mesi di vita ovvero di quei neonati che usufruiscono dell'asilo nido comunale.

Innanzitutto vorremmo invitare qualche responsabile Asl a verificare in loco il possesso dei requisiti logistici e sanitari della struttura che ospita questi bambini. Ogni famiglia paga una retta mensile (180 euro mensili) e in molti casi i loro genitori "stringono la cinghia" per garantire al proprio piccolino un'assistenza, probabilmente perchè entrambi impegnati nel lavoro.

In questi giorni dal mondo dell'asilo nido arrivano tante e tali notizie che probabilmente conosceranno anche i genitori di questi bambini che però, per esigenze superiori familiari, non possono permettersi di ritirare in blocco i propri figli. Fino a ieri le figure professionali delegate all'assistenza di questi bambini dovevano possedere il diploma magistrale o pedagogico (questo fino all'anno 2002).

Oggi la legge è cambiata: necessita la laurea triennale in scienze della formazione primaria, ovvero la laurea in scienze infermieristiche ad indirizzo pediatrico. Nell'asilo nido comunale di Marcianise fino a pochi giorni or sono ha lavorato, tranne che per un breve periodo, personale non qualificato, semplicemente formato per mansioni da svolgere, attraverso un corso oppure assumendo nel nido col ruolo di vigilatrici, persone senza esperienze titoli.

Nel nido ha lavorato un cuoco, due collaboratori scolastici, due persone socialmente utili (ma una di questa veniva dallo stabilimento della "coca-cola").

E gli altri operatori? Il titolo scolastico posseduto è la terza media, la ragioneria, ma non certamente il titolo specifico che richiederebbe un compito tanto delicato e responsabile.

Qualcuno dei "deus ex machina" dell'amministrazione comunale, a chi ha fatto qualche obiezione, ha risposto che dall'alto della sua autorità, può nominare nell'asilo nido, chi vuole, anche un barbone che passando per strada, gli risulta simpatico. L'elenco degli operatori dell'asilo nido era fatto, definito, stampato, comunicato agli interessati e nessuno ha il diritto di interferire con l'operato degli amministratori che noi cittadini abbiamo eletto e che ci dovrebbero rappresentare in toto. Conviene aggiungere a quali "autorità" appartengono "gli eletti"? Parenti di assessori, parenti di consiglieri, parenti di chi sta più in alto. Una domanda: non sarebbe stato più onesto, volendo anche testimoniare la volontà di cambiamento indire d'urgenza un bando da cui ricavare una graduatoria degli aventi diritto per possesso di diplomi richiesti per età, per reddito familiare?

Le cose diventano difficili quando si vuole gestire il pubblico come se fosse il privato.

E la gente mormora...e le prossime elezioni sono vicine...

 

Nasce la Costituente di Centro


«Siamo un soggetto politico nuovo che parte dal recupero di una storia,
quella della Democrazia Cristiana». Così Ciriaco de Mita lancia a Napoli
il comitato regionale della Costituente di Centro, il soggetto politico in
cui l'ex esponente del Pd è entrato dopo aver lasciato il progetto di
Veltroni e dopo essersi candidato per l'Udc alle ultime elezioni. Dopo
aver definito «tentativi impropri» quelli del Pd, De Mita riparte a capo
di una costituente formata da 46 membri che va da Ciro Alfano a Erminia
Mazzoni, dal consigliere regionale Carmine Mocerino a Gugliemo Scarlato. A
loro De Mita si rivolge perché «con la loro professionalità della gestione
politica», lancino le idee del nuovo soggetto, che in Campania si
radicherà attraverso i comitati provinciali che tesseranno anche la tela
di nuove alleanze sapendo che «la politica non è fare ammucchiate per
vedere chi vince», precisa De Mita. Difficile, comunque, il dialogo con il
Pd, mentre emerge l'apertura con il Pdl, almeno in alcune province come
quella di Avellino: «Partiamo per correre da soli - precisa De Mita - poi
sui programmi il confronto e il dialogo ci sono sempre». Il punto di
partenza. L’Udc è partito in Campania, come altrove non senza difficoltà.
Ciriaco De Mita non fa fatica ad ammetterlo ma tuttavia precisa: «Ci siamo
misurati con alcune difficoltà sul territorio però poi l’avvio è stato
molto convinto, molto solidale. Del resto - spiega il leader di Nusco -,
tutti i processi veri si muovono in maniera complessa mentre soltanto i
processi finti si muovono senza difficoltà». Far confluire nuove idee,
nuova linfa ad un soggetto politico che non vuole discutere sul passato e
sui punti critici
. «Diventava sempre meno semplice discutere su cose
superate - spiega De Mita - E invece, ciò che registriamo è una domanda di
ricomposizione delle storie. Da questo punto di vista - aggiunge -,
riteniamo di anticipare il futuro che però deve essere una spinta al
recupero delle tradizioni storiche e politiche del nostro Paese». Il
discorso delle alleanze. Molto più complicata e piena di insidie la
questione delle alleanze. «Per noi - dice il leader dell’Udc -, non è
un’angoscia pensare ai possibili alleati. La spinta, per quanto ci
riguarda, è recuperare la nostra identità. Per questa ragione abbiamo una
tranquillità enorme nell’ipotizzare che andremo alle elezioni da soli.
Nela logica attuale questa è la decisione. Poi certo discuteremo,
rifletteremo
». Insomma Ciriaco De Mita sottolinea che il discorso sulle
alleanze è comunque secondario rispetto alla proposta di governo da
portare sul territorio. «Se dovessi dire la mia opinione, direi che non
siamo in ritardo - spiega l’esponente Udc -. Ma non entriamo nella logica
di due blocchi che si contrappongono e dove chi non governa riverndica
virtù che non dimostra o chi governa vuol dimostrare fatti che non si sono
realizzati. Noi - aggiunge De Mita -, discuteremo sulle attività che ci
porteranno fuori dalla crisi» La «personalizzazione della politica, la
delegittimazione delle assemblee, lo scollegamento tra la domanda
dell’opinione pubblica e gestione del potere sul territorio hanno prodotto
il collasso non soltanto nella Campania ma su tutto il territorio». De
Mita assicura che tra le priorità rientra appunto la discussione della
crisi e poi la formulazione di una proposta di governo sul territorio: «E’
allora che discuteremo sulle convergenze. Le coalizioni fatte per vincere
spesso portano disastri» - taglia corto invitando alla prudenza. Della
questione del Pd non si sbilancia l’onorevole De Mita ma uno dei
giornalisti gli fa notare che Casini proprio poche ore prima aveva detto
che tra l’Udc e il Pd di Rutelli e Letta c’erano delle affinità. Aveva
detto Pierferdinando Casini: «Siamo impegnati a smantellare quello che
c'e', a far emergere le contraddizioni che esplodono a destra come a
sinistra. L'Udc e' stato eroico alle elezioni ma oggi sopravvive perché ha
una prospettiva politica. Non lavoriamo con lo spirito egoistico di chi
cerca di allargare il proprio partito ma con l'idea di andare avanti per
fare una cosa nuova che serva all'Italia. Noi - ha spiegato Casini
riferendosi ai recenti 'approcci' di esponenti del suo partito verso
autorevoli colleghi del Partito democratico - non offriamo niente perché
rispettiamo tutti. Lavoriamo al superamento dell'Udc e alla creazione di
una novità politica. Se questa proposta viene interpretata come un invito
a uscire dai partiti d'origine e' giusto respingerla al mittente. Ma la
domanda e': queste case sono adeguate a rispondere ai problemi del Paese?
Se tanti dicono di no qualche ragione ci sarà L'operazione che abbiamo in
testa - prosegue il leader dell'Udc - non ha niente di tattico, nessuno ci
corre dietro. Chi ha fretta vada con Berlusconi o si accomodi dove vuole.
Con Rutelli e Letta, non e' un segreto, registriamo maggiori affinità.
Però fanno benissimo a lavorare nel Pd, di cui sono fondatori, perché
prevalgano le loro posizioni ». Sull’argomento interviene Ciriaco De Mita:
«Quando si fece avanti l’idea del partito democratico affrontai la
questione in maniera critica, immaginai cioè l’avvenire e pur essendo
consapevole che il sentiero sarebbe stato impercorribile, non mi sottrassi
alla sfida immaginando che un partito nuovo dovesse avere le fondamenta su
un nuovo pensiero. Ma il partito nuovo si è rivelato alla fine un
assemblaggio delle cose esistenti. Della vicenda napoletana ne parlerò
dopo le amministrative ». Insomma lo scontro tra il Pd di Nicolais e la
Iervolino
alla fine si è ridotto «alla distribuzione degli assessori».
«Sull'amministrazione del territorio bisogna elaborare dei modelli
realmente nuovi - aggiunge De Mita - per superare la crisi delle
istituzioni locali che riguarda la Campania ma non solo. Noi lo faremo
confrontandoci poi con gli altri schieramenti». Il problema attuale
secondo il leader dell’Udc è in ogni caso recuperare la storia, in
particolare quella della Democrazia Cristiana, «la più grande esperienza
democratica » dell’Italia, per poi lasciare sì aperto lo spiraglio alle
alleanze ma nella consapevolezza che non via siano «monolitismi di
gestione del potere». De Mita aggiunge che, attualmente, il clima che si
respira è di grande inquietudine e disagio: «Sono inquieti quelli che
vengono dalla tradizione comunista e sono scomparsi quelli che provengono
dall’esperienza del populismo democratico». Il vecchio leone democristiano
attende gli eventi e nel frattempo si guarda intorno, registra gli umori
degli altri partiti: «C’è chi mi vuole - confessa ironico -, chi mi
rifiuta ma all’età mia sono fuori da queste tentazioni». Infine, a chi gli
chiede «qual è il ruolo di De Mita nell’Udc», lui non esita a rispondere:
«la parola, è quello che ho sempre fatto e saprò fare » L’ultima questione
riguarda una eventuale candidatura al parlamento europeo. «Ci sono stato
già due volte, per me significa
il passato» - ha affermato Ciriaco de Mita
a margine della presentazione del comitato regionale per la Costituente
dell'Unione di Centro. De Mita si è quindi concesso una battuta quando,
scherzando sulle tante cariche ricoperte nella lunga carriera politica, ha
detto «mi manca solo di fare il Papa». L'ex presidente del Consiglio ha
poi mostrato forte entusiasmo nel progetto politico della Costituente
dell'unione di Centro: «Sono molto fiducioso - ha concluso-, sono tornato
all'epoca in cui ero molto convinto delle cose che pensavo».
 

( da Buongiorno Caserta del 13/01/09)

          

 TUTTI I NOMI DELLA COSTITUENTE


1 CIRO ALFANO ONOREVOLE
2 GIUSEPPE ANDREOLI ONOREVOLE
3 SALVATORE ARENA CONS.REG
4 ALFONSO ASCIONE CONS.PROV.NA
5 EVA BASILE COMMERCIALISTA
6 MAURO BENEDUCE IMPRENDITORE
7 ROSARIO BIANCO COMMERCIALISTA
8 RENATA BRUTTO DIR.ASLANA1
9 ROSETTA CASCIANO INSEGNANTE
10 CIRO CENTORE AVVOCATO
11 MASSIMILIANO CONVERTI FUNZIONARIO
12 GABRIELLA D’AMBROSIO MEDICO
13 FERDINANDO DE FRANCISCIS ONOREVOLE
14 CIRIACO DE MITA ONOREVOLE
15 GIUSEPPE DE MITA AVVOCATO
16 TIZIANA DI GREZIA AVVOCATO
17 SETTIMIO DI SALVO DOC.UNIV.
18 PIETRO FARINA ARCHITETTO
19 GENNARO FERRARA RETT.PARTHENOPE
20 M.ROSARIA GIANPETRAGLIA DOC.UNIV.
21 MASSIMO GOLINO AVVOCATO
22 VINCENZO INVERSO IMPRENDITORE
23 ANTONIO MARFELLA DIRG MEDICO
24 MARIAMELIA MAZZEO AVVOCATO
25 ERMINIA MAZZONI ONOREVOLE
26 CARMINE MOCERINO CONS.REG.
27 ETTORE SNOVELLINO DOC.UNIV.
28 NELLO PALUMBO ONOREVOLE
29 ROSALIA PANNITI PROFESSORESSA
30 ANGELA PENZA PRIMARIO UOD
31 RAFFAELE PICARO DOC.UNIV.
32 MICHELE PISACANE ONOREVOLE
33 MARIA POLISTINA PRIMARIO
34 FRANCO RENGO DOC.UNIV.
35 FRANCESCO SALZANO MEDICO
36 LUIGI SANTINI DOC.UNIV.
37 PAOLO SANTULLI ONOREVOLE
38 GUGLIELMO SCARLATO ONOREVOLE
39 ANTONINO SCIALDONE DOC.UNIV.
40 ANTONIO SCUOTTO INGEGNERE
41 MAURIZIO SIBILIO DOC.UNIV.
42 PIETRO SQUEGLIA ONOREVOLE
43 NUNZIO TESTA ONOREVOLE
44 NICOLA TISCIONE DOC.UNIV.
45 ROSALBA TUFANO DOC.UNIV.
46 GIOVANNI VILLAROSSA DIRIG.SCOL.
47 DOMENICO ZINZI ONOREVOLE

cara

 

http://www.infostampa.it/index.2.jpgPaolina Abbate

 

Mammografia negata alle donne disabili

 

Qualcuno afferma che esistono due Italie: a questa affermazione molte volte si dà semplicemente una valenza politica volendo intendere un nord contrapposto e separato dall’altra Italia, quella che rimane.

Questa volta invece le due Italie si riferiscono a due realtà sociali che, pur avendo diritto di cittadinanza in tema di doveri e pur godendo teoricamente di pari opportunità, si muovono su due binari diversi.

Tralasciando qualunque considerazione sui tagli alla sanità verso i diversamente abili operati dall’attuale governo nell’ambito del Wellfare,  un’esperienza vissuta da una donna diversamente abile conferma la precedente affermazione.

A Marcianise, dove la locale struttura ospedaliera presenta reparti “di eccellenza”, una donna diversamente abile che voglia usufruire delle prestazioni ospedaliere in  qualunque reparto, se si eccettua chirurgia, per i suoi spostamenti lettino-barella, deve ricorrere al personale paramedico senza che vi sia possibilità di avere a disposizione un elevatore che faciliti gli spostamenti di tali soggetti.

Non parliamo poi se questo soggetto diversamente abile è una donna ricoverata in ginecologia: dal letto alla carrozzella, dalla carrozzella al lettino dei ginecologo se deve esser sottoposta a visita. Giuste le rimostranze degli operatori sanitari, non necessarie e non giustificate le mortificazioni del paziente.

Un’altra esperienza ospedaliera di una diversamente abile si riferisce al tanto pubblicizzato screening mammografico a cui sono state invitate a sottoporsi tutte le donne che addirittura sono state avvisate con una informativa postale del giorno e dell’ora.

Tale informativa, come è giusto, è stata inviata a tutte le donne, anche a quelle diversamente abili, in carrozzella.

Nel mandare questo invito ci si era, però, dimenticato che i macchinari a disposizione per eseguire tale esame non sono tarati perchè possano essere utilizzati per una mammografia  ad una disabile in carrozzella.

Quasi costituisse un rimedio alla situazione dell’ospedale di Marcianise, alla diversamente abile che voleva ostinatamente sottoporsi all’esame mammografico, si suggerì di rivolgersi direttamente al centro di senologia di Caserta, sicuramente idoneo per tutte le pazienti.

Altra prenotazione, altra impegnativa, poi si va a Caserta per scoprire, dopo aver denudato il seno, che anche questa macchina non permette a chi è in carrozzella di eseguire questo accertamento.

Cosa resta da fare? Continuare a cercare l’ospedale con l’oggetto misterioso o lasciar perdere e affidarsi alla bontà divina?

Il dilemma è strettamente personale; c’è però una considerazione generale: se la salute è un bene di tutti, se lo Stato deve garantire a tutti la sua salvaguardia, quale morale trarre da questa esperienza di vita vissuta?

A me , tuttavia, sembra di essere nell’antica Sparta dove avevano diritto di vivere  solo le persone sane;  gli “altri”, i bambini disabili, venivano portati a morire sul monte Taigeto

E, incredula mi chiedo: è giusto sperperare dei soldi per avere il Direttore Generale dell’ASL CE1  che non è in grado neanche  di dotare le strutture ospedalire di un semplice elevatore e che non riesce a garantire alcun  servizio per le disabili?

Altro che proroga! Il Signor Bottino dovrebbe essere mandato a casa subito, per manifesta incapacità.

La sanità, come la Legge, in una vera democrazia, deve essere uguale per tutti e non deve mortificare chi ha più bisogno di aiuto.

 

 

  

Precisazione

Non amo le polemiche ma fortemente voglio che si agisca correttamente e nel rispetto delle persone fra cui comprendo anche me diversamente abile.

Alcuni giorni or sono ho inteso denunciare tramite stampa l’impossibilità per una donna diversamente abile di poter eseguire una mammografia, esame che si consiglia a scadenza biennale a tutte le donne ultra quarantacinquenni.

Devo rilevare che un qquotidiano locale, pur avendo ricevuto giovedì 6 Novembre alle ore 18 la mia lettera, il giorno dopo l’ha pubblicata a stralci integrata dalle controdeduzioni del direttore sanitario dell’ospedale di Marcianise dott. Ludovico Capece.

Poichè venivano dette alcune cose non verre, ho esercitato il mio diritto alle controdeduzioni e le ho inviate solo al giornale in questione.

Ieri mercoledì 12 novembre le vedo pubblicate sil quotidiano in oggetto ancora a stralci e con una inispiegabile omissione di quanto concerneva l’ospedale di Marcianise e il centro senologico di Caserta, limitando la denuncia all’ospedale di Maddaloni e addirittura menzionando Maddaloni come riferimento di partenza di un pezzo inserito nella pagina di Marcianise.

A questo punto prego voi di voler gentilmente e, se è possibile, integralmente pubblicare le mie controdeduzioni.

Le note del direttore sanitario del nosocomio di Marcianise, dott. Ludovico Capece, mi spingono a fare una precisazione che ritengo indispensabile per salvaguardare l’onestà dei miei discorsi.

Innanzitutto, forse impropriamente, ho usato la parola elevatore volendo intendere sollevatori il cui uso specifico riguarda disabili e allettati. Il dott. Capece parla dell’utilizzo nei vari reparti di imbracature. Nella mia ignoranza l’imbracatura non serve a niente se non c’è un braccio manuale o elettrico che la sollevi. A meno che per imbracatura non si intenda il lenzuolo nel quale viene sollevato il paziente da solerti infermieri.

Riguardo poi il badget ospedaliero e le gare d’appalto necessarie per gli acquisti negli enti pubblici, mi preme sottolineare come da informazioni assunte presso un ente di ausilii ortopedici, il costo di un elevatore manuale è di € 680.00 più iva mentre di quello elettrico è di € 1020.00 più iva. Tali costi sono irrisori in un badget megagalattico come quello ospedaliero e, riguardo alle gare di appalto, sono talmente esigue le spese in gioco che forse non vale la pena farle.

L’occasione mi spinge a riferire qualche altra annotazione sulla mia telenovelas mammografica.

Chiarito che all’Ospedale di Marcianise la mammografia è vietata alle donne disabili, cosa non smentita neanche dal Direttore Sanitario, nella giornata di ieri ho telefonato al Reparto di Radiologia dell’Ospedale di Maddaloni: qui un tecnico estremamente cortese con rammarico, al mio dire di disabilità in carrozzella, ha riferito che l’apparecchio mammografico è guasto da qualche mese e che non può dire quando sarà riparato. A questo punto ho avuto l’idea di telefonare ad un centro privato e al primo colpo, meraviglia delle meraviglie, l’apparecchio c’è, funziona e finalmente potrò soddisfare la mia brama mammografica.

Ritornando ad essere seri e parlando delle strutture pubbliche, il discorso fondamentale è quello di una cultura del diritto alle pari opportunità che, sola, può spingere chi si occupa della salute pubblica a tener conto degli utenti qualunque sia la loro condizione fisica.

A proposito, tengo a sottolineare che ancora oggi sono presidente dell’associazione "Amicizia e solidarietà senza barriere" di Marcianise.

Ringraziando.

Prof. Paolina Abbate


 

 

25 NOVEMBRE DECIMA GIORNATA PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE

 

 

Oggi si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Questa ricorrenza è stata proclamata dall’Onu da circa dieci anni e vuole rappresentare un invito a riflettere in qualunque ambiente di vita sulle tante donne che ancora oggi, specie in ambiente domestico e familiare, subiscono violenze ignorando che anche questo è un reato.

Fa piacere sapere che la provincia ha, per questa occasione, organizzato un incontro-dibattito e fa piacere sapere che la commissione pari opportunità della provincia di Caserta, nell’ambito delle sue attività proiettata a dare visibilità alle donne con disabilità, intende istituire uno “sportello donna disabile”. Questa notizia ha fatto ricordare alla sottoscritta come fosse stata nominata all’interno di questa commissione, come di questa nomina, avessero parlato abbondantemente i giornali per sottolineare l’importanza della presenza di un soggetto diversamente abile all’ineterno della commissione.

Ho dovuto poi, dopo aver partecipato a due riunioni, scoprire che la mia nomina non esisteva, malgrado l’ufficialità e che tranquillamente potevo ritornare a casa in attesa di tempi diversi e di nuove opportunità, come mi sussurrò il presidente della provincia dott. De Franciscis.

Lasciando da parte i ricordi del passato senza però tralasciare di ribadire che l’unica figura “umana” al femminile che manca in detta commissione è proprio la diversamente abile, mi fanno piacere le motivazioni che hanno spinto tale commissione a progettare lo sportello. Voglio però innanzitutto sottolineare che sarebbe opportuno intitolarlo “sportello donna diversamente abile” se proprio si vuole sottolineare la propria competenza.

Per il resto speriamo si tratti non semplicemente di uno sportello e di un portale che vuole aiutare le donne diversamente abili soltanto nell’inserimento nel mondo lavorativo ( a proposito, perchè non si organizza un’indagine negli ambienti di lavoro per verificare il rispetto legislativo sulla quota disabile?) in quanto alle molte parole a cui corrispondono dall’altra parte molte speranze, difficilmente è possibile costruire il presente e il futuro senza una cultura civile delle pari opportunità e penso che in tale direzione dovrebbe essenzialmente muoversi in modo operativo tale commissione.

 Paolina Abbate.


 

 

Piedimonte Matese|

Dalla presidenza della Regione

La Lonardo ha confermato il professore alla guida dell'Ente. Svanisce il sogno di Natalizio

Parco del Matese, Scialla ancora presidente

http://www.infostampa.it/index.1.gifDI  Fulvio Caputo

PIEDIMONTE MATESE. Excalibur! Stavolta la famosa spada excali-bur l'ha presa il Professor Giuseppe Scialla con le sue forze e con i suoi impegni dimostrati in questi ultimi mesi alla guida dell'ente  matesino. Riconferma per il Presidente del  Parco Regionale del Matese, Giuseppe Scialla. Scialla è stato riconfermato alla guida del Parco. La conferma arriva dalla Presidenza del  Consiglio Regionale della Campania. Il Prof. Scialla dopo aver dimostrato continuità e professionalità al Parco ha ricevuto la riconferma alla Presidenza dell'Ente. Come ricordiamo ultimamente Scialla ricopriva la carica di Commissario poiché qualche politico preparò nei suoi confronti un tranello facendolo affiancare dal Del Mele, cercando di rimuoverlo ma Scialla si seppe ben muovere facendo ricorso e restando alla guida del Parco come commissario. Il Presidente del Consiglio Regionale Sandra Lonardo vedendo i risultati di Scialla non ci ha pensato due volte alla riconferma del Professore sanmaritano alla guida dell'elite matesino. Ora Scialla è già in moto per la formazione del nuovo Consiglio di amministrazione dove dovrà farlo trasversale bipartisan. Ovvero mettere sia espressione del Pdl e sia del Pd. Riconferma quindi anche per i due dirigenti che affiancano Scialla, ovvero quello amministrativo, Antonio Montoro e quello dell'area tecnica Santonastasi. La riconferma di Scialla ha provocato l'ira funesta del Partito Democratico di Piedimonte e soprattutto del leader della componente dei Ds, Achille Natalizio che ci aveva messo il pensiero sulla Presidenza.

Dalla "Gazzetta di Caserta" del 06/12/2008


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  RUBRICA  

LIBERA PER ESSERE LIBERA

 

L’ASSOCIAZIONE "AMICIZIA & SOLIDARIETA’ SENZA BARRIERE" E’ DISPONIBILE TELEFONICAMENTE A RECEPIRE RICHIESTE DI CONSULENZA O DI SUPPORTO DOMICILIARE OCCASIONALE E LIMITATO NEL TEMPO.

OGNI LUNEDI’, MERCOLEDI’ E VENERDI’ DALLE ORE 16:00 ALLE 18:00 E PER DUE GIOVEDI’ AL MESE DALLE ORE 17:00 ALLE 18:00 SI AVRA’ A DISPOSIZIONE IL LUNEDI’ UNA PSICOLOGA, IL MERCOLEDI’ UN IMPIEGATO INPS, IL VENERDI’ UN’ASSISTENTE SOCIALE, IL GIOVEDI’ UN NEUROPSICHIATRA INFANTILE E UNA TERAPISTA DELLA RIABILITAZIONE OLTRE CHE LE VOLONTARIE DELL’ASSOCIAZIONE.

BASTA TELEFONARE AL NUMERO:

 

0823/823638



 

Noi la crisi non la  paghiamo Ed al pane non rinunciamo!

 

Fanno speculazione  e la chiamano crisi ed è una crisi che investe direttamente la vita di centinaia di milioni di uomini e donne, attraverso le sue ricadute su un bisogno essenziale come quello della casa negli Stati Uniti o, ancora più drammaticamente, attraverso le sue ripercussioni sui prezzi degli alimenti come accade ormai in tutta Italia

 

Il rincaro continuo dei prezzi costringe sempre più famiglie sotto la soglia di sopravvivenza
Una rapina perpetrata giorno dopo giorno ai danni di consumatori e agricoltori, per  garantire alti guadagni agli speculatori del settore alimentare. Imprese multinazionali, broker finanziari e grande distribuzione hanno fatto della vendita dei prodotti della terra la loro gallina dalle uova d
oro.
L
aumento dei prezzi del pane e della pasta - nonostante il prezzo del grano sia sceso - sta dentro questo utilizzo criminale delle quotazioni in funzione speculativa e affaristica

 

Confcommercio nazionale il 19 novembre sui principali quotidiani italiani ha affermato che i consumi diminuiranno, nei prossimi tre anni, senza però impegnare direttamente i propri iscritti ad abbassare i prezzi e finirla con le speculazioni. Federalimentare, riesce solo a dirci che spera, per il 2009, in una stabilizzazione dei prezzi e che le critiche rivolte non la riguardano. Questo gioco di passarsi il cerino fra i soggetti della filiera alimentare sta andando avanti da mesi: si tratta di un rimpiattino fatto sulla pelle della gente che non arriva a fine mese, senza comprendere il livello della crisi sociale che abbiamo davanti. Cosa ancora più grave è la totale incapacità del nostro governo ad affrontare la questione del carovita con azioni concrete:

 

- Ridurre la filiera;
- Sostenere lo sviluppo della vendita diretta attraverso gruppi di acquisto collettivo;
- Fissare un prezzo politico per i generi di prima necessità come Pane, Pasta e Latte.

 

Contro una politica che vuole socializzare i costi della crisi senza aver mai socializzato i benefici della precedente fase di "crescita", cominciamo con un piccolo gesto: acquistiamo direttamente da produttori locali il pane per distribuirlo in piazza.
Un gesto simbolico che però dimostra praticamente come è possibile abbassare il prezzo dei beni di prima necessità evitando: intermediari, speculazioni e trasporti inutili.

 

Noi la crisi non la paghiamo e per uscirne ci autorganizziamo!

 

Domenica 7 dicembre 2008 alle                 ore 10.00

a Caserta presso il parco Primavera in località Tuoro

Iniziativa contro il Carovita

con vendita in piazza del pane ad un prezzo inferiore a quello di mercato.

 

Iniziative simili verrano messe in atto anche nei comuni di Maddaloni, Pignataro Maggiore e Santa Maria Capua Vetere.

 

 

 

MARY ART

Centro d’Arte e Artigianato - Via San Giovanni 48 – 81100 Caserta - tel 0823.210048 centromaryart@libero.it

Caserta, venerdì 5 dicembre 2008

Agli organi di informazione

Comunicato stampa

Caserta. Collettiva di pittura al Centro Mary Art nel ricordo di Antonio de Core

Nell’ambito delle manifestazioni natalizie promosse dal Comune di Caserta, s’inaugurerà domani sabato 6 dicembre alle ore 18 presso il Centro d’Arte e Artigianato Mary Art a Caserta, in via San Giovanni 48, la mostra collettiva di pittura “Un solo Cielo… Una sola Luce…”.

L’iniziativa vede protagonisti giovani artisti del territorio e costituisce un omaggio all’indimenticabile maestro casertano Antonio de Core, scomparso proprio il 6 dicembre di 12 anni fa.

L’esposizione vedrà gli interventi del critico d’arte Enzo Battarra e dell’artista Giovanni Tariello. L’organizzato è del Centro Mary Art e della scuola di pittura di Marilena Carnevale, in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini e con il patrocinio della Provincia e del Comune di Caserta.

Espongono Rosa Arbolino, Antonio Bognanni, Michele Cannavale, Carlo Capone, Beatrice Colangelo, Tania Coleti, Daniela Colonna, Luigi Cuomo, Angela De Cesare, Marisol Gilardi, Maddalena Lanca, Rosalinda Peluso, Ricardo Santos e Maddalena Tamburino.

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COMUNICATO STAMPA

Voci e suoni per il Natale 2008

Concerto di Natale a cura di Roberto De Simone

L'8 dicembre 2008 al Teatro di Corte della Reggia di Caserta, in occasione delle festività

natalizie, Roberto De Simone propone il Concerto “Voci e suoni per il Natale 2008”, un

appuntamento molto atteso, unico ed esclusivo.

In occasione delle festività natalizie, che quest'anno prevedono in Campania un ricco

programma di iniziative ed eventi culturali, Roberto De Simone propone il concertoevento

Voci e suoni per il Natale 2008 nell’intento di proseguire la riscoperta e la

rielaborazione di materiali del teatro musicale. Il programma del concerto prevede la Suite

da “Lo Vommaro a duello” di Roberto De Simone, Lo ’ngaudio – (Le nozze) di Igor

Stravinsky ed. Chester Music - revisione in lingua garganica di Roberto De Simone e

Funzione del Centenario di Roberto De Simone. Il concerto vedrà il coinvolgimento di 11

cantanti di grande spessore artistico tra i quali Antonella Morea, Raffaello Converso,

Renata Fusco, Marina Bruno, di 12 solisti e dell'Ensemble Vocale di Napoli diretta da

Antonio Spagnolo, con la direzione orchestrale del Maestro Renato Piemontese.

Il concerto, promosso dalla Regione Campania, dall'Ente Provinciale per il Turismo di

Napoli, dall'Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, dall'Azienda Autonoma di Soggiorno

Cura e Turismo di Napoli, con il Patrocinio del Comune di Caserta, organizzato

dall'Associazione Tourbillon Teatro, sarà allestito il giorno 8 dicembre alle ore 18,30

presso il Teatro di Corte della Reggia di Caserta, spazio architettonico e storico di

impagabile bellezza ed interesse, scenario ideale per i concerti, antiche e moderne forme

di rappresentazione di grande prestigio e fantasia. Il concerto è un percorso di spettacolo

e intrattenimento, un richiamo artistico che invoglierà quanti sono a Caserta a

programmare e prolungare la loro permanenza in città e consentirà l’elaborazione di un

momento di spettacolo, anche in collaborazione con le strutture di ricezione e commerciali

della città disponibili ad un’allettante offerta di “pacchetti turistici”.

L'ingresso al concerto è libero fino ad esaurimento posti.

Voci e suoni per il Natale 2008 Concerto di Natale a cura di Roberto De Simone è un

evento unico nel suo genere in quanto foriero di un inestimabile patrimonio teatrale e

musicale capace di riecheggiare in tutto il mondo, costantemente ricco di successi ed

entusiasmi da parte del pubblico e della critica. Altre due date del Concerto sono in

programma in Campania: il 26 dicembre 2008 alle ore 18,30 presso Auditorium della

Rai di Napoli e il 5 gennaio 2009 alle ore 20,30 presso la Cattedrale dell'Assunta di

Avellino, ingresso libero fino ad esaurimento posti.