Verso il ballottaggio

di Pio Iannitti

 

Marcianise. Sono ormai passati alcuni giorni dalla tornata elettorale che ha visti anche i marcianisani esprimere il loro voto per l’elezione dei propri rappresentanti in ambito nazionale e comunale. Questi giorni sono serviti alla città per recuperare, anche se solo in parte, la normalità del vivere, con tutti i suoi problemi e a noi per riflettere sulle ragioni di un voto che, in alcuni tratti, si presenta contraddittorio. In campo nazionale era sembrata fin dall’inizio scontata l’elezione  alla Camera    dei Deputati del Prof. Pietro Squeglia che, al suo antagonista, il neurologo Dott. Antonio           De Angelis, contrapponeva una solida e coerente esperienza politica oltre che una militanza nel suo partito di vecchia data. La città ha recepito almeno questo elemento di diversità tra i due candidati volendone sottacere molti altri ed ha inteso premiare e farsi rappresentare da chi offre ,perché sperimentate sul campo, serie e profonde garanzie. Diverso è il discorso in campo comunale in cui si sono fronteggiati circa 250 candidati, distribuiti nelle varie liste nazionali e locali. E’ già da rilevare come i candidati, a volte inseriti in liste diverse, avessero rapporti di parentela ovvero fossero stati messi in lista fosse solo per raggiungere il numero massimo di candidature. I risultati elettorali evidenziano , in alcune liste, candidati a 0 voti, segno tangibile questo di un esserci semplicemente per fare numero e non perché convinti di volersi confrontare con gli altri. Certo il farsi propaganda richiedeva spese se si voleva ricorrere ai manifesti e al volantinaggio; certo, bisognava essere conosciuti o essere accompagnati se si voleva fare il porta a porta. In molti casi tutto questo è mancato per cui ci si è trovati ad essere candidati di ripiego e di necessità solo   dal punto di vista formale. Proprio la presenza in molte liste di tali candidati spiega l’esercizio e il diritto di voto in senso trasversale, per cui spesso, ai voti di lista, non è corrisposta la somma dei voti dei candidati. Questo dimostra che forse si è rispettata l’ideologia nel voto di lista e si è dato il voto al candidato a prescindere dallo schieramento di appartenenza. Colpisce anche il discreto successo delle due neo formazioni politiche locali (ci riferiamo a Progresso e Solidarietà , fiancheggiatrice di D. E. e  Marcianise Città Libera, che sono riuscite a racimolare voti per la propria lista e per i propri candidati che riveleranno ancora più importanti nel ballottaggio del prossimo 27 maggio. Se, infatti, Progresso e Solidarietà ha già appoggiato,   nella prima tornata elettorale, il candidato a sindaco Zarrillo Maietta, oggi resta senza apparentamento Marcianise Città Libera, precedentemente sostenitrice del Dott. Gerardo Trombetta. L’esito del ballottaggio resta, a nostro parere , estremamente incerto in quanto, se si vuole tenere conto dei numeri e della locale storia amministrativa, il candidato Maietta Zarrillo dovrebbe uscire vincitore anche in virtù di accordi segreti intercorsi, sembra, prima del voto, in ambito provinciale. Siamo invece convinti che anche nel ballottaggio a vincere tra i due candidati sarà il trasversalismo. Non si sente, a l momento, parlare di apparentamenti ufficiali forse perché la passata storia amministrativa è stata fatta di abbandoni, di incomprensioni, cambiamenti di fronte, maggioranze e minoranze trasversali. Ne deriva che non tutti i partiti, originariamente consorziati con l’attuale D.E., siano oggi disponibili  a mettersi al servizio di uomini molte volte accusati, a torto o a ragione, di arroganza nella gestione del potere. Probabilmente si deciderà di votare autonomamente , anche se teoricamente “si celebrerà “ la vicinanza dei partiti della Casa Delle Libertà  a Democrazia Europea. Come sempre, nel linguaggio della dietrologia politica, questo significa che ognuno farà quello che vuole e ciò renderà incerto l’esito finale di questo incontro – scontro. Non bisogna altresì dimenticare che nel ballottaggio si assiste ad un calo fisiologico della percentuale dei votanti, questa volta acuita dalle lunghe ed estenuanti attese prima di esercitare il diritto di voto nella passata tornata elettorale. A proposito, suggeriamo uno spunto di riflessione! Ci risulta che il tredici maggio, mentre donne, anziani e disabili aspettavano tranquillamente di poter accedere alla cabina per esercitare il diritto – dovere del voto, si è registrato l’abbandono dei seggi elettorali da parte dei più giovani, stanchi dopo appena cinque minuti di attesa. Sarà mancanza di motivazione al voto? Sarà il riflesso di non sentirsi coinvolti da queste vicende che pure costituiscono la nostra storia politica? Non è facile dare una risposta ma ci auguriamo che specialmente i giovani contribuiscano alle scelte democratiche di governo.