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Riceviamo e pubblichiamo:
Auguri e buon viaggio |
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| (ai popolari che partecipano allassise romana del Partito Popolare Italiano) | ||
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Sentiamo davvero il dovere di fare gli auguri alla pattuglia di popolari che ieri e oggi partecipano alla conferenza nazionale costituente della Margherita. La notizia labbiamo ricavata, pur essendo popolari, dai i Mass media per cui , altrimenti , probabilmente lo avremmo ratificato senza nemmeno esserne informati. Chiaramente questa riflessione è di chi , militando dalla giovinezza prima nella DC e poi nel Partito Popolare Italiano, crede negli ideali tramandatici da Don Sturzo , De Gasperi, Moro, si rende conto che in questa fase politica si sta vivendo un momento di transizione fondamentale per il futuro dei partiti che cercano di riorganizzarsi adeguandosi alla nuova temperie storica. A Marcianise sembra ormai tradizione inveterata che lassemblea degli iscritti venga convocata solo in determinati momenti e a scopo puramente informativo o per avallare decisioni prese in altro loco. Si è assistito così a livello locale ad una ripetuta convocazione del direttivo e poi dellassemblea per avallare scelte di candidati e strategie politiche già definite e preordinate; si è continuato ad incontrarsi durante il ballottaggio e nella fase precedente alla scelta degli Assessori semplicemente per scoprire unora prima del Consiglio comunale il team popolare presente nellEsecutivo. Democrazia avrebbe voluto che ci fosse stato un confronto, un dibattito sereno in tempi congrui laddove invece si è trattato semplicemente di prendere atto di quanto era stato deciso. Le scelte assessoriali, fra laltro, non sono mai state comunicate ufficialmente al Partito. A questo si aggiunge la precisa volontà di tenere alloscuro il Partito di tutta la politica amministrativa dove gli Assessori e il Capogruppo sono convinti di dover gestire a titolo personale quello che invece costituisce un incarico in nome e per conto della forza politica che li ha espressi e che dovrebbero rappresentare. Se questo è il comportamento allinterno della locale sezione popolare riguardo la vita amministrativa, non meno grave sembra essere il dimenticare di coinvolgere gli iscritti al Partito alla scelta di chi ( ma scelti da chi?) ieri ed oggi sta incontrando a Roma i delegati delle varie realtà locali. La dialettica, ovvero anche la possibilità di un confronto, di una discussione, di un coinvolgimento di tutti gli iscritti, risulta unutopia. Sembra non essere un partito di uomini da coinvolgere e rendere corresponsabili della sua vita interna bensì di numeri di iscritti da far valere o da utilizzare durante trattative locali, provinciali o regionali e nazionali. Eppure il successo nella passata tornata elettorale aveva creato tante speranze di rinnovamento nella direzione del Partito Popolare che sembrava il più aperto ad una valorizzazione del nuovo che pure sommessamente era emerso in campagna elettorale. Bisogna dire che si è trattato di unillusione? E intanto la Margherita va Ma quanti iscritti sanno di cosa stiamo parlando, quanti sono daccordo nel rinunciare ad una identità popolare che è la storia italiana di questi ultimi decenni, quanti si sentono attori, quanti si sentono comparse, quanti sono dietro le quinte ed ignorano il copione? Certamente chi ci rappresenta in questi giorni a Roma, partecipando ai lavori dellassemblea , dirà il suo punto di vista, politico, riflessivo, calibrato ma con un unico difetto: essere il suo punto di vista. La base, come si soleva definire una volta, è ignorante ma etimologicamente la parola significa che ignora e non che non è in grado di capire: basta coinvolgerla, informarla, farla sentire partecipe della vita del partito e delle decisioni che esso prende e trasferisce in sede provinciale , regionale e nazionale. Concludendo vorremmo chiedere a questi signori che vanno a Roma se non si sentano almeno un poco millantatori e abusivi. Si sono arrogati una investitura che a loro non compete in quanto sanno bene che il Congresso provinciale del P.P.I. non è stato mai concluso e che è stato eletto (si fa per dire) solo il Segretario e il Presidente provinciale ma mai si è provveduto ad eleggere i componenti del Direttivo e degli altri organi statutari. Il partito a livello provinciale è dunque monco e prevaricatori sono coloro che abusano del perbenismo degli iscritti per gestirlo personalisticamente. O forse, impegnati a cancellare il Partito, considerano questo periodo una transizione verso la sua dissoluzione nella ipotetica futura Margherita ?
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