Cara Fiorella,
non so fino a che punto tu abbia creduto a quanto telefonicamente ti ho detto. Certo, di fronte alla terribile perdita che hai subito, hanno ben poca importanza le parole di circostanza.
Nel mio caso, e con me intendo anche Pio, è stata una notizia che ci ha lasciati inebetiti proprio perché inaspettata e comunicataci con alcuni mesi di ritardo.
Non serve a niente sottolineare come quest’estate l’abbiamo vissuta quasi completamente lontani da casa per ragioni familiari per cui non abbiamo avuto possibilità né di contattare né di essere contattati da alcuno.
Ignoro completamente come abbia risposto la famiglia marcianisana alla tua sventura ma, per lo meno per quel che ci riguarda, avremmo potuto e voluto, anche con i nostri problemi, esserti fisicamente vicini.
Al telefono ho sentito non il tuo dolore per la tua grave perdita ma la freddezza di chi si nasconde perfino a se stessa.
Mi sei sembrata chiusa ermeticamente a qualunque parola, in una solitudine in cui davi spazio solo ai figli che ti sono vicini.
Certo, è difficile parlare di un evento ancora tanto vicino e dire agli altri quello che non si vorrebbe aver vissuto ma che ancora adesso come è giusto che sia, ci impedisce di guardare ai tanti che ugualmente soffrono, per lutti uguali.
Ti voglio solo confermare che ti vogliamo tanto bene e che siamo vicini a te e ai tuoi figli.
Con affetto
Paolina e Pio