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Stamattina, sabato 19
maggio, apprendiamo che è stato siglato l’accordo tra i rappresentanti
della Casa delle Libertà e della delegazione di Democrazia
europea. Forse molti staranno esultando per
questo apparentamento che porrebbe la parola fine a qualunque dilemma
relativo al toto-sindaco che vedrà affrontare il prossimo 27 maggio
Angelo Zarrillo Maietta (D.E.) e Filipppo Fecondo (D.S.).
Certo sorprende leggere, sulla
stessa pagina di giornale da una parte l’esultanza del centro destra per
la ritrovata unità che preluderebbe alla vittoria, dall’altra il
candidato Filippo Fecondo ribadire
il suo non cercare compagni di appoggio e il suo fiducioso credere
in una ipotetica presa di coscienza
dei cittadini di Marcianise per il bene futuro della città della necessità
di un cambiamento “sulla base di un solido programma” e di proposte
ragionate e fattive”.
I cittadini, in realtà, dovrebbero
comprendere ideologie programmatiche che, non si sa in quali termini ne in
quali luoghi (visto che i pubblici comizi non ci sono stati) siano state
fatte conoscere: certamente non con il porta a porta in quanto, per fare
questo, ci sarebbero voluti tempi storici.
Si deve forse dire che Filippo
Fecondo getta la spugna prima del confronto?
Qualcuno ha avanzato questo
sospetto che, sinceramente, conoscendo l’uomo non ci sentiamo
di avallare ma d’alto canto non ci sentiremo di avallare tali
dichiarazioni, troppo ingenue per
un politico navigato qual è lui.
Un’altra annotazione ci viene da
fare sul fronte del centro- sinistra : qualche sera fa si è svolto
un tumultuoso direttivo del partito popolare nel corso del quale il
segretario Gaetano Marchesiello ha espresso la volontà di dare dimissioni
dalla sua carica, dimissioni poi rientrate dopo l’invito ad un’attenta
riflessione rivoltogli da alcuni amici del
partito.
Ci sembra strano che in un momento
caldo della vita politica locale si voglia frantumare un’unità politica
che dovrebbe invece ricompattarsi nelle normali incomprensioni
post-elettorali per poter fronteggiare il prossimo ballottaggio.
Commissariamento di sezione?
Rimescolamento di carte? Occasione di togliersi qualche pietruccia dalla
scarpa? Non vogliamo risposte a queste domande; esprimiamo solo il
desiderio di un elettorato che pochi giorni fa ha dato la sua fiducia
anche a questo partito di non esse abbandonato
alla confusione del prossimo appuntamento elettorale.
Un discorso a parte merita la
ritrovata unità del centro destra che richiede però un poco
di cronistoria riguardante la passata amministrazione comunale.
Ad una prima fase in cui Foglia fu
eletto sindaco grazie a tutti i partiti del Polo delle Libertà successe
poi un “monocolore” a firma Udeur e poi De che comportò le dimissioni
di tutti gli assessori del Polo e
ad un monopolio del gruppo zinziano che è meglio definire con questa
denominazione che, a differenza di quella politica, sicuramente non
cambierà nel tempo.
In campo nazionale De ha costituito
un autentico flop per cui, richiamandoci alle “sane” tradizioni che
potano questo gruppo a lasciare le barche prima del loro affondamento, non
si sa quali garanzie di continuità abbiano avuto oggi i ritrovati alleati
per avere fiducia, oggi più di ieri, di promesse di condivisioni di
potere nel futuro.
Certo non immaginiamo discorsi diversi alla base di questo
apparentamento vogliamo fare una proposta oscena: perché, una volta
tanto, non fare una politica del silenzio, del non esserci
per vedere cosa succede in una cittadinanza qual è quella
marcianisana, non abituata a pensare
con la propria testa? Esiste via
internet un Appello ad un referendum morale a firma Umberto Eco.
È abbastanza lungo e, chi vuole può
leggerlo su internet sul sito: www.infostampa.it
Ne riportiamo solo le ultime righe:
“Questo sarà per molti un appello a mettersi una mano sulla coscienza e
ad assumersi la propria responsabilità perché nessun uomo è un’isola.
Non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: suona per te”.
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