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Marcianise. Le infelici esternazioni del capogruppo Bizzarro (PPI) fanno discutere Manifeste incomprensioni nella maggioranza |
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Sorprendente
quanto in questi giorni si sta verificando nellamministrazione comunale
di Marcianise la cui maggioranza, costituita da DS, Partito Popolare
Italiano e UDEUR, dovrebbe testimoniare, con i suoi comportamenti politici
di corrispondere alle aspettative dellelettorato. Già si mormorava, in
occasione della precedente seduta del consiglio comunale, che si ridusse
alla semplice comunicazione delle linee programmatiche di governo, di
presunte incomprensioni riguardo alle nomine negli Enti comunali e allo
Statuto dellASI. Il consiglio comunale di mercoledì, aveva, fra i capi
allordine del giorno, proprio questi punti che si dicevano controversi
ma lingenuo cittadino pensava
che tutto fosse risolto se tali argomenti venivano posti allordine del
giorno. Grande meraviglia, quindi, quando si è scoperto che invece aveva
ragione chi parlava di dissensi che, ci si chiede, se non risolti, perché
pubblicizzati nel pubblico consesso? Assistiamo, quindi, nel consiglio
comunale ad una polemica tra i partiti della coalizione di governo fra il
gruppo di maggioranza relativa (DS) e i Popolari ma, cosa ancora più
grave, assistiamo ai vaneggiamenti del capogruppo popolare Salvatore
Bizzarro. Neofita della politica, probabilmente manca della necessaria
umiltà che gli permetterebbe di comprendere cosa significa essere
popolare, essere consigliere comunale, essere capogruppo. Questa nostra
considerazione scaturisce dalle affermazioni fatte dal Dottor Bizzarro non
solo in questa tornata del Consiglio comunale ma anche nella precedente.
Per lui essere consigliere comunale significa essere il padrone della città
se si permette di affermare che la delibera sulle nomine negli Enti che
prevedeva le nomine di esterni, avrebbe rappresentato il baypassare i
consiglieri comunali che dovrebbero essere, sempre secondo lui, i
destinatari di tali incarichi. Si sarebbe trattato, inoltre, secondo Bizzarro, approvando la
delibera, di dare potere assoluto al Sindaco e ai partiti . Ci chiediamo:
il Sindaco non è il Padre padrone del Comune, i partiti sono i
naturali referenti dei consiglieri comunali per cui in che consisterebbe
la prevaricazione e da parte di chi? Chi è stato eletto consigliere, a
nostro parere, ha accettato la candidatura per consigliere comunale e non
certamente linvestitura a concentrare e a monopolizzare la somma di
incarichi in Commissioni, Enti, che dovrebbero garantire
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