Marcianise.
Mentre per la giornata di venerdì appuntamenti
e manifestazioni si accavallano
_____________________________________________________________PRIMO MAGGIO
TRASCORSO NEL SILENZIO
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| Piazza Umberto I solitamente affollata era un vero e proprio deserto | ||
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Nella
giornata del primo maggio, malgrado che uffici, negozi, scuole, fossero
chiusi e malgrado che la campagna elettorale dovesse vivere la sua fase più
acuta, ha sorpreso notare come Piazza Umberto I, che può considerarsi il
termometro della città, fosse scarsamente popolata. La televisione ha
rilevato come la ricorrenza delle feste del lavoro
del I maggio sia stata celebrata, logicamente in forme e in modi
diversi, dai due raggruppamenti politici non solo in ambito nazionale ma
anche in molte piccole città e comuni del nostro Meridione. Logicamente
quella che agli inizi del Novecento era una festa popolare dei ceti
operai, e che il lavoro garantito e contattato dai sindacati per intere
categorie, oggi si è trattato di una festa che, nel lavoro, ritrova
l’unità, la solidarietà economica i sociale. Il primo maggio non si è
celebrato il lavoro come risultato della lotta di classe o risultato del
conflitto con il capitale: il lavoro oggi non è fatica e sudore nelle
campagne e nelle fabbriche in quanto le moderne tecnologie hanno
comportato l’introduzione di nuove tecnologie , la frammentazione di dei
processi produttivi in una concezione dell’economia globale. Soprattutto
i giovani da questa festa avrebbero potuto ricavare una concezione del
lavoro in cui la mobilità, la flessibilità non comportino
licenziamenti, precarietà e sfruttamento, in cui la formazione assuma un
valore preminente in rapporto alle richieste di competente sempre più
specifiche. Ecco, ci saremmo aspettati che questo primo maggio, ricorrendo
anche all’interno di una consultazione elettorale, fosse l’occasione
per organizzare manifestazioni pubbliche in cui
i contrasti programmatici dei singoli candidati sui progetti per
l’occupazione, avessero la possibilità, anche in un pubblico dibattito,
di confrontarsi sul piano concreto e si desse voce ai giovani e ai
disoccupati a cui essenzialmente tali discorsi sono diretti. La
celebrazione del primo maggio avrebbe avuto anche il significato di un
recupero, in ambito locale, attraverso il dibattito, attraverso la musica,
dell’esigenza di legalità in un mondo sommerso di lavoro nero e
precario che regna sovrano nel nostro paese.
Al posto del rapporto diretto con gli elettori si continua invece
ad abbondare in soliloqui attraverso i mass media dove chiunque può dire
quello che vuole con parole che molte volte, al di là dei differenti
colori politici dei proponenti, sembrano ripetere un leit motif che non
riesce a tradursi in progettualità che tengano anche conto, almeno per il
primo anno di gestione amministrativa, di quanto e cosa si può fare in
termini di bilancio comunale. Sorprende
anche chi in un totale vuoto di momenti aggreganti tra elettorato e i
gruppi politici, si rischia addirittura
l’accavallarsi della presenza a Marcianise di due big della
politica, anche se con sfumature e connotazioni diverse. Ci riferiamo alla
presenza per venerdì prossimo dell’esponente popolare Ciriaco De Mita e
del vice Presidente della Commissione Antimafia Niki Vendola. A
prescindere dai personali colori politici, si tratta di due personaggi che
meriterebbero un uditorio massiccio e interessato laddove la concomitanza
dei due eventi potrebbe rischiare di sminuire entrambe le kermesse
politiche.
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