Marcianise: la politica dei buoni propositi

Sembrano ormai lontane le elezioni amministrative che hanno segnato il passaggio del testimone     da una maggioranza di centro – destra a una maggioranza di centro – sinistra. E’ stato ripetuto a più riprese e da referenti diversi che queste elezioni che hanno rivoluzionato l’aspetto politico locale sono la testimonianza di un grande desiderio di rinnovamento da parte della cittadinanza, delusa dalla passata amministrazione e fiduciosa nelle promesse  dello schieramento fino a qualche mese fa opposizione. Bisogna sottolineare come si a ormai di moda, alla maniera berlusconiana, fare un programma      dei primi cento giorni di governo cittadino che, secondo noi, essenzialmente dovrebbero essere riservati a diventare “padroni” della macchina amministrativa, del già fatto, del programmato oltre che cercare di elaborare un primo programma di massima di interventi risolutivi di problemi generali. Ci sembra che questo lavoro, tra alti e bassi, si stia facendo anche se non vengono calibrate a dovere le forze in quanto prive di esercizio amministrativo e quindi bisognevoli di una fase di rodaggio. Si è andati a Mantova, anche se ci sarebbe sembrato più opportuno che questa spedizione fosse fatta da una delegazione dei partiti di maggioranza invece che dai vertici amministrativi del Comune, si vuole rivoluzionare il piano traffico, rivedere l'assetto urbanistico, probabilmente dimenticando che ci si avvia a grandi passi verso le ferie estive, a meno che non si voglia, per onore di bandiera, rinunciarvi. Ci sono state varie riunioni di Giunta, c’è stato un Consiglio comunale in cui sono state lette le linee programmatiche del nuovo governo cittadino, e ieri sera c’è stata un’altra seduta che, come la precedente, ha visto la partecipazione di un folto pubblico, soprattutto di giovani, i più fiduciosi nelle promesse di cambiamento. Tuttavia ci sentiamo di rivolgere un invito al Sindaco, Architetto Filippo Fecondo: Sappiamo che esiste una ordinanza  del Sindaco che proibisce l’essiccazione del tabacco, tipico prodotto agricolo marcianisano di questo periodo dell’anno, nel centro abitato col conseguente invito a sistemare detto prodotto nelle campagne del circondario cittadino. C’è capitato di attraversare di attraversare alcune zone periferiche cittadine, densamente popolate ed abbiamo nostro che il tabacco, raccolto in lunghi filari, viene tranquillamente essiccato fuori vecchi palazzi o dentro nuove costruzioni  allo stato grezzo. Esiste l’ordinanza, esiste il non rispetto della stessa: vorremmo perciò invitare il Signor Sindaco ad attivare i vigili urbani affinché perlustrino le periferie abitate della nostra città e, se necessario, facciano rispettare l’ordinanza del Sindaco. Sarebbe significativa testimonianza concreta  del Suo proposito di risanare l’ambiente allontanare da zone densamente popolate questi miasmi che sai aggiungono ad altri di cui ancora oggi si ignora l’origine e la provenienza. Non ci sentiamo di condividere l’umorismo di chi attribuisce al Sindaco, autore di manifesti che sollecitano i giovani all’utilizzo del casco, un preteso potere magico che non crediamo l’Architetto Fecondo si riconosca né per questo né per più gravi problemi. Con i giovani, siamo convinti, bisogna provarle tutte e la politica del manganello e della carota vige sovrana in ambito familiare, in ambito scolastico, in ambito lavorativo e, perché no, in campo amministrativo. Un proverbio invita a non precorrere i rimedi prima che si verifichi il fatto: dove è possibile, sarebbe necessario evitare spiritosaggini che lasciano il tempo che trovano ma bisogna anche sottolineare che laddove c’è un’ordinanza, l’obbligo del suo rispetto costituisce un motivo inderogabile di credibilità.