Il risveglio di una città

di Pio Iannitti

E’ uno strano risveglio quello di Marcianise  all’indomani della “incoronazione” a sindaco della Città dell’Architetto Filippo Fecondo del Centrosinistra. Probabilmente la notte è passata insonne per vincitori e vinti : i primi ancora increduli per una vittoria insperata, i secondi ancora increduli per una sconfitta mai ipotizzata. Si ha quasi l’impressione che la città non si sia ancora svegliata da un torpore che la rende quasi fuori dal tempo: negozi aperti, uffici, anche quelli comunali, in piena attività, eppure aleggia nell’aria il non detto, ovvero quello che forse questa mattina, a differenza di ieri notte, non si ha voglia di manifestare in modo plateale. Tra ieri ed oggi c’è stata una notte di riflessione per vincitori e vinti, i primi proiettati verso un futuro di governo della città, i secondi tesi a capire il come e il perché di questa democratica bocciatura. Si veniva da una consiliatura che, anche se con colori diversi, aveva visto gli stessi uomini governare la città nell’ultimo periodo in maniera parossistica e disordinata. La campagna elettorale, per gli attuali uomini di D.E. era iniziata molto lontana nel tempo eppure quanto veniva fatto sembrava non rientrare in un quadro organico di acquisizione di consensi né attraverso atti amministrativi né attraverso interventi tesi a coinvolgere i più giovani in una politica in cui il do anticipava il des. La stessa campagna elettorale di De sembrava ripetere un copione già visto o già recitato che aveva come punto focale di riferimento la possibilità di dare occasioni di lavoro in varie direzioni tra cui   il solito Ospedale e Interporto. In questo caso repetita non iuvant in quanto l’elettorato ha imparato a proprie spese che non paga    il credere di avere chissà quando e forse dopo ripetute tornate elettorali. A questa maturità dell’elettorato ha corrisposto, probabilmente , una ritrovata coscienza di se stessi e della propria dignità di persona in quanti, candidati in questa tornata elettorale per De, si sono visti canonizzati nel ruolo di semplici portatori di voti. In De il governo della città non ha permesso certamente l’emergere di personalità politicamente forti e tali da poter avanzare diritti di primogenitura che non fossero esclusivamente fondati sul numero di voti portati all’ammasso. Restare leader di un partito , creare il vuoto politico intorno a sé questa volta non ha pagato perché si sono risvegliate le coscienze dell’elettorato e di qualche politico che si è visto ancora una volta svenduto. Che dire poi del “fronte della vittoria”? Lasciamo da parte la dietrologia ma sottolineiamo solo un particolare: al risveglio delle coscienze si è accompagnata un presenzialismo coeso, solidale, coerente, portatore di proposte alternative che danno speranza di un effettivo cambiamento. Grande la responsabilità di chi si accinge a governare Marcianise: si tratta non solo di attuare il programma proposto agli elettori ma anche e soprattutto di ridare agli uomini la fiducia nelle istituzioni che sono dei cittadini, che devono operare per i cittadini che Sindaco e consiglieri, di maggioranza e di opposizione, devono rappresentare e tutelare. In questa Amministrazione ci vuole anche un poco di cuore a dimostrare che si può governare senza trascurare il disagio giovanile, la solitudine degli anziani, l’emarginazione dei disabili,  la problematicità dell’amministrare un magro bilancio familiare per le madri di famiglia. Si tratta di riscoprire quei valori che sono alla base di un’alleanza cittadina  che si traduca in fatti ed interventi concreti. La città non sta a guardare: vuole essere coinvolta nel governo del suo territorio e nella organizzazione di una crescita civile della qualità della vita che alla ha base la garanzia di una vivibilità di una realtà socio – economica fortunatamente non completamente compromessa .