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“Resto
allibito di fronte a dichiarazione che
hanno dell’incredibile e che rappresentano un volgare attacco personale
che nulla ha a che vedere con l’analisi politica – il primo commento
del segretario del Ppi Gaetano Marchesiello alle dichiarazioni di Gerardo
Trombetta.
Non riesco a credere che Trombetta sia potuto scendere ad un così basso
e becero livello ma in ogni caso lascio ai cittadini di Marcianise il
giudizio sulle nostre storie e sulle nostre persone”.
Mai come in questo momento che precede il ballottaggio del
prossimo 27 maggio, la diatriba politica sembra essersi incattivita,
arrivando, in qualche caso, addirittura ad usare espressioni che offendono
non tanto la dignità di uomo politico quanto semplicemente la dignità di
persona. E’ normale che il ballottaggio
tra i due candidati Filippo Fecondo e Angelo Zarrillo Maietta
diventi oggetto di ipotesi, sondaggi, previsioni, calcoli basati su
apparentamenti siglati dalle segreterie politiche dei partiti ma non si sa fino a che
punto “siglate” dall’elettorato che in quei partiti nella prima
tornata elettorale aveva riposto le proprie speranze di cittadino
certamente il 13 maggio gli elettori di Destra avevano votato per i
partiti della Casa delle Libertà (CCD,FI,AN e Marcianise Città Libera)
mentre i moderati avevano votato Democrazia Europea che sembrava anche
attraverso i messaggi pubblicati su giornali, dichiararsi unico
rappresentante del Centro.
Gli altri avevano votato per i partiti del Centro – sinistra
(Margherita, DS) e per Rifondazione Comunista. A distanza di quindi
giorni, per uno strano fenomeno di osmosi, mentre il Centro – sinistra
ha conservato la sua collocazione, abbiamo un centro che si è apparentato
con la Destra e una Casa delle Libertà che, dimenticando il recente
passato amministrativo, si ricongiunge a quel partito che, con un altro
nome, lo aveva silurato.
Bisogna sottolineare, a questo
punto, un altro tradimento politico , se così si può chiamare. I voti
ottenuti da De e dalla Margherita, sommati, testimoniano come
fondamentalmente l’elettorato marcianisano abbia caratteristiche
centriste, moderate, per cui lo spostamento di De a Destra,
in ogni caso, costituisce, “un tradimento dell’elettorato”.
Queste non sono elucubrazioni
fantascientifiche: è semplicemente un’analisi del voto serena,
obiettiva , rispettosa dei fatti che invitiamo chiunque a smentire con
un’analisi che abbia le stesse caratteristiche. In questa analisi non ci
sono accuse, non ci sono minacce: ci vuole essere, e speriamo che ci sia,
la verità. Ma forse, proprio perché coscienti di non essere nel giusto,
molti cercano giustificazioni all’attuale comportamento, non spiegando
il come e il perché ma accusando gli altri di cose, vere o non vere, in
questo caso non importa, ma sempre usate a fini denigratori e non certo
politici. Certi comportamenti, certe accuse, il tirare in ballo fatti che
non hanno nessuna attinenza con l’incomprensibile situazione di
vicinanza di gruppi politici che ieri parlavano
in un modo ed oggi si preparano probabilmente a banchettare
insieme, richiedono una necessaria riflessione da parte di chi si accinge
a riaffidare se stesso e la sua città a chi dovrebbe rappresentarlo e
tutelarlo.
Si ritorni , almeno in questi
ultimi giorni , a rispettarsi come persona, ci si confronti su temi
politici e lasciamo a chi a livello nazionale abbiamo criticato, il
patrimonio di inciviltà e di mala educazione.
Certi comportamenti non sempre
pagano: le accuse, le bugie hanno le gambe corte ed , anche se possono
permettere di conquistare qualche posizione, alla lontana lasciano il
segno, soprattutto quando si dichiara di agire per il bene della città.
Avevamo sperato che fosse vera la notizia di un ministero assegnato a D’Antoni
e un sottosegretariato ad un nostro
benamato concittadino. I giornali di oggi, purtroppo , dicono che, anche
per l’opposizione di Bossi, questa notizia non è vera, tanto che
Berlusconi ha dovuto ribadire che tutti i Ministri apparterranno alla
C.d.L. .
Almeno al momento, abbiamo perso un sottosegretario anche se lo schierarsi
di De al fianco delle
forze di Destra alla vigilia del ballottaggio delle grandi città,
sembrerebbe preludere al primo ribaltone di questa legislatura in quanto
si tratterebbe non di apparentamento ma di travaso
del popolo di De in Forza Italia dove però non sarebbe che una
goccia e l’ultima arrivata,
in un mare magnum di personalità con un passato di coerenza e di
fedeltà al messaggio berlusconiano sia a livello nazionale che
provinciale.
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