*Candidato per l'Ulivo alla Camera dei Deputati  - Collegio Campania 2 ________________________________________________

L’impegno del candidato Squeglia nel campo sanitario

Pietro Squeglia*   

“Avevamo detto che la nostra campagna elettorale – ha affermato il Prof. Pietro Squeglia in un incontro con i cittadini di Marcianise - sarebbe stata improntata sull’aderenza ai principi ispiratori del popolarismo e all’assunzione di responsabilità  per la risoluzione dei problemi concreti della nostra gente. Ma non basta. Tra le varie urgenze bisogna stabilire delle priorità. Tra queste a nostro avviso la salute pubblica e l’ambiente sono al primo posto perché crediamo che bisogna offrire alla persona sostegni e condizione di vita più favorevoli incominciando dalla tutela della salute fisica. La legislazione, in materia di sanità, è vasta e complessa e va dalla legge 23 dicembre ’78, n° 833 per l’istituzione del Servizio sanitario nazionale alla legge 8 giugno 1990, n° 142 sull’ordinamento delle autonomie locali, alla legge – quadro 104 per l’assistenza l’integrazione sociale e i diritti   delle persone handicappate, tanto per ricordarne qualcuna delle più significative e incidenti per la realizzazione di un sistema sanitario efficiente e moderno. Sono convinto comunque, ha incalzato il candidato dell’Ulivo alla Camera dei Deputati, Prof. Pietro Squeglia, che la legislazione italiana in campo sanitario possa considerarsi tra le più moderne in ambito europeo; quello che occorre è l’impegno degli operatori sanitari  e delle autorità politiche affinché la normativa si traduca in interventi e operatività che , nel rispetto dell’utenza, miri       a garantire, anche in campo sanitario condizioni di democrazia e di pari opportunità tra quanti abbisognano di interventi in tale settore. Ne deriva che, occorre, al fine di garantire agli utenti quanto il servizio sanitario nazionale garantisce loro in risposta alla vigente normativa, di effettuare una dettagliata indagine conoscitiva sulle condizioni in cui versa la sanità che molte volte è oggetto di accuse di inefficienza e malasanità, finalizzata a determinare il punto di partenza per una più accurata e responsabile applicazione di leggi che, attraverso gli uomini che nella sanità operano, si traducono in fatti operativi e , in ogni caso, hanno l’uomo malato o con problemi, quale riferimento della loro attività lavorativa. In una realtà sociale che vive il duemila e che si proietta verso l’acquisizione di traguardi inimmaginabili in campo tecnologico e scientifico, risulta anacronistica  l’esistenza non solo sul territorio marcianisano ma anche in altre realtà considerate, a torto, marginali, di problemi collegati all’esistenza di strutture sanitarie inadeguate se non addirittura fatiscenti dove, bisogna riconoscerlo, opera quasi sempre un personale medico e paramedico che, con impegno ed abnegazione, cerca di sopperire alle carenze ambientali con una disponibilità professionale ed umana ed una preparazione acquistata sul campo più che attraverso i libri . Tuttavia queste caratteristiche professionali ed umane richiedono un ambiente di lavoro strumentazioni adeguati ai tempi e agli interventi che l’attuale società richiede, anche in rapporto    ai moderni problemi di salute collegati a fattori ambientali: l’ambiente, infatti, oggi , si presenta come portatore di molteplici problemi di salute quale il sempre più diffuso fenomeno delle allergie e dell’incidenza di tumori per i quali si sa l’importanza di una diagnosi precoce che deve potersi effettuare anche nei nostri ospedali grazie a strumentazioni idonee. Lo stesso malato ha diritto di trascorrere i giorni con problemi di salute, di per se stessi critici e causa di depressione, in un ambiente che anche strutturalmente contribuisca a renderlo il meno possibile “Ospedale” nel senso che deve poter garantire condizioni di vita serene con adeguati supporti ambientali. Il mio parlare, ha concluso il Prof. Pietro Squeglia , non è da operatore sanitario bensì da cittadino che , personalmente  ha vissuto, come tutti, qualche esperienza ospedaliera e che vuole impegnarsi perché la sanità anche in Terra di Lavoro ritrovi la sua moralità e la sua efficienza.”